Viaggio fra storia e gastronomia a Pianoscarano

Viaggio fra storia e gastronomia a Pianoscarano

Durante la vostra gita a Viterbo ritagliatevi un paio d’ore di tempo per visitare un quartiere antico di Pianoscarano. Potrete arrivarci sia dalla zona medievale di San Pellegrino (passando a piedi per il Ponte del Paradosso), oppure parcheggiando l’auto fuori le mura. Nel secondo caso passerete a piedi sotto l’antica porta di Pianoscarano (o del Carmine), datata intorno al 1148, e protagonista nei secoli di numerose vicende storiche. Più volte la porta ha salvato i viterbesi dagli attacchi dei nemici. Nei casi di maggiore pericolo l’ingresso fu – addirittura – murato l’ingresso per rendere il centro urbano più sicuro.

Superata la porta vi troverete immersi in uno scenario d’altri tempi: davanti a voi la piazza del Pianoscarano, tutto intorno stradine antiche e abitazioni in pietra. Il nostro consiglio è quello di visitare l’antico complesso del San Carlo, oggi sede della facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Tuscia, dove troverete un’antica chiesa.

Passeggiando per questi luoghi storici non lasciatevi scappare l’opportunità di degustare prodotti tipici locali, come ad esempio le mozzarelle e i salumi della Tuscia. Se invece siete amanti dei dolci non lasciatevi sfuggire prelibati biscotti, preparati seguendo le ricette tramandate dalle nonne, come i tozzetti (impastati con le nocciole dei Cimini), le ciambelle con l’anice, gli amaretti, il ciambellone e le ciambelline con il vino.

Proseguendo la passeggiata vi troverete nei pressi dell’antico lavatoio, luogo di aggregazione per tante generazioni di donne.

A pochi metri sarete sulla piazza principale, dove la protagonista indiscussa è la fontana del Piano. In posizione centrale e rialzata da alcuni gradini si presenta in tutta la sua bellezza. Con una struttura a fuso, tipica del viterbese, risale al 1376.

Prima di concludere la gita non dimenticate di visitare la chiesa di Sant’Andrea, a pochi passi dalla piazza. La chiesa, intitolata all’apostolo pescatore, fu eretta nel Vicus Squaranus dopo il 1187, a seguito della costituzione del rione di Pianoscarano. La zona era originariamente inclusa nei possedimenti della potente abbazia di Farfa, solo nel 1148 fu ceduta al comune di Viterbo.

La chiesa fu costruita secondo le forme tipicamente romaniche, in seguito alleggerite dalle aggiunte derivate dai dettami dell’architettura cistercense.