Via Francigena da Viterbo; ci inoltriamo sulla Variante Cimina

Via Francigena da Viterbo; ci inoltriamo sulla Variante Cimina

Proseguiamo oggi questo cammino virtuale sulla Via Francigena.

La volta scorsa ci siamo lasciati salutando Viterbo uscendo dalla città tramite Porta Faul.

Sapete però che Viterbo offre due modalità per raggiungere Roma? Questa seconda è sicuramente per pellegrini più allenati poiché prevede un innalzamento del dislivello e strade che con il passare dei secoli sono diventate sentieri. Non sappiamo dire però se proprio per questo essa possa magari garantire un contatto ancora più genuino con il rigoglioso verde della natura ed il blu lapislazzuli del lago di Vico.

Per raggiungere la variante Cimina questa volta si dovrà uscire da Porta Romana, il secondo principale varco che permette l’entrata nel centro storico. Questa monumentale Porta venne inaugurata nel 1643 da Papa Innocenzo X venuto in città per accompagnare la cognata, la famigerata Donna Olimpia Pamphili; è anche per questa ragione che in molte cronistorie la troverete citata come “Porta Pamphilia”.
Oggi su di essa svetta la statua di Santa Rosa che veglia sulla città e se siete fortunati di capitare nel periodo giusto avrete l’occasione di veder spuntare il tutta la sua magnificenza la Macchina di Santa Rosa che inizia il suo percorso con i facchini proprio dall’attigua chiesa di San Sisto.

Usciti da Porta Romana ci si incammina verso la strada Cimina; alla vostra sinistra noterete l’enorme complesso di Santa Maria in Gradi oggi sede dell’Università degli Studi della Tuscia, la nostra università cittadina, e più avanti la Torre/Porta di San Biele.

Questa monolitica Torre ha una storia particolare e oggi, isolata sulla strada, colpisce l’immaginazione dei viandanti che non comprendono l’esistenza di un’opera architettonica sì solitaria; la sua storia ha origine secoli fa, precisamente nel 1270 quando Raniero Gatti –personalità viterbese che molto influì sulle sorti della città dei Papi- la volle far costruire in previsione di un imponente ampliamento della cerchia muraria che arrivasse a racchiudere anche la sopra citata Santa Maria in Gradi, così esposta agli attacchi. Il progetto non ebbe seguito e quindi ancora oggi la torre si slancia sola soletta.

Amici, preparatevi. Da ora in poi il percorso sarà tutto in salita. 🤣
Ma possiamo assicurarvi che la spettacolarità del paesaggio saprà contraccambiare generosamente le vostre fatiche 😊