Santa Rosa nel mondo

Santa Rosa nel mondo

Un culto che non conosce confini: la giovane patrona di Viterbo amata e conosciuta nel mondo. Apprezzata non solo nella città natale, Santa Rosa da Viterbo ha conquistato il cuore di tanti fedeli in Spagna e nel Sud America.

La giovane santa era molto conosciuta in Spagna nei secoli XVI e XVII, l’epoca della colonizzazione delle Americhe. Come riportato dagli studiosi i pellegrini iberici, che percorrevano la via Francigena e facevano tappa a Viterbo, la chiamavano la Doncela o, più affettuosamente, la Santa-Niña o la Niña. Il culto di Santa Rosa si diffuse in Spagna e, in modo particolare, in Andalusia dopo l’avvio del processo di canonizzazione nel 1457.

Ripercorrendo la storia della diffusione del culto in Spagna gli studiosi hanno potuto verificare che alla giovane santa viterbese sono stati dedicati dipinti, statue e perfino feste religiose.

Nel periodo della colonizzazione spagnola nel Sud America, e con la conseguente diffusione della religione in quelle zone, la figura di Rosa passò presto nelle Americhe. Una figura amata fin da subito, a cui un numero crescente di fedeli mostrava la propria devozione.

Inoltre, studiando gli atti del processo di canonizzazione di Isabel Flores de Oliva è risultato evidente che prese spunto dalla giovane viterbese per mutare il proprio nome in Rosa, diventando così Rosa da Lima. Si è creato in questo modo un legame fra Santa Rosa da Viterbo e Santa Rosa da Lima. La cultura popolare del Sud America valorizzò ulteriormente questo legame.

La presenza di Santa Rosa da Viterbo nel Sud America è rimasta forte nei secoli, e la devozione è visibile in tante opere d’arte sacra. La testimonianza più suggestiva è sicuramente rappresentata dalla Iglesia y Convento de Santa Rosa de Viterbo a Curimón, nell’alta valle dell’Aconcagua, lungo il Camíno de Chile che unisce il Cile all’Argentina.