Palazzo Mazzatosta

Palazzo Mazzatosta

Il centro di Viterbo è talmente ricco di piazze, fontane, palazzi storici e chiese che avrete solamente l’imbarazzo della scelta. Non perdete però l’occasione di fotografare un palazzetto storico, che troverete in via dell’Orologio vecchio, e che riconoscerete all’istante.

Il palazzetto è oggi identificato come Casa Mazzatosta, nonostante il legame con la storica famiglia viterbese risulti controverso poiché i loro stemmi non compaiono sull’edificio.

Edificato nel Duecento, il palazzetto era destinato ad essere il Castellare dei papi e dei Tesorieri del patrimonio della chiesa, nel momento in cui la Corte pontificia cercava di ristabilire il proprio controllo sulla città. Per questo motivo fu costruito con le forme di un palazzetto nobile, ma era dotato degli accorgimenti difensivi tipici di un castelletto, come ad esempio i quattro Torrioni.

Ad attirare gli sguardi dei visitatori sarà sicuramente il bellissimo profferlo, elemento architettonico tipico della città di Viterbo e simbolo del prestigio e della potenza della famiglia che abitava il palazzo. Il portichetto, la loggia, il palco soprastante e la bella scalinata sono riccamente intagliati e ricavati nella pietra viva. In questa opera d’arte lo stile gotico si fonde con gli elementi dell’arte cistercense, creando uno stile tipicamente viterbese.

Il profferlo, che può rappresentare anche un elemento decorativo, aveva in realtà finalità funzionali e difensive. Negli edifici con profferlo la sporgenza di questa costruzione garantisce la copertura dello spazio sottostante, che generalmente veniva utilizzato per attività commerciali, e la protezione dell’ingresso dell’abitazione.

Il Palazzetto, negli anni, ha subito numerose modifiche. Secondo fonti storiche i Mazzatosta ampliarono l’edificio, utilizzando gli spazi interni, riducendo così i cortili. Oltre ai Mazzatosta abitarono nel palazzetto anche la famiglia Sacchi e quella dei Capocci.

 

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