Museo civico di Viterbo

Museo civico di Viterbo

Nel cuore della città, posizionato subito fuori le mura cittadine e nei pressi di Porta della Verità, si trova un museo che merita di essere visitato. Come uno scrigno che custodisce tesori preziosi, il museo civico di Viterbo raccoglie opere d’arte e reperti di grande valore. Nel complesso il museo, come è possibile ammirarlo oggi, si presenta come il frutto dell’unione di diverse raccolte. Nel corso degli anni, infatti, si sono aggiunti sempre nuovi reperti storici al ricco patrimonio del museo civico di Viterbo.

Per dare il benvenuto ai visitatori il museo si presenta con una raccolta di opere che spazia dalle ceramiche da farmacia dei secoli XVII e XVIII a collezioni di numismatica, da bozzetti seicenteschi del perduto ciclo pittorico della chiesa di Santa Rosa ai dipinti di pittori viterbesi del periodo compreso fra il 400 e 800, da iscrizioni antiche e medievali fino a pregevoli opere scultoree rinascimentali. Meritano, infine, un cenno particolare due dipinti di Sebastiano del Piombo: la Pietà e la Flagellazione di Cristo. Trova spazio anche il sarcofago della Bella Galiana, posto originariamente sulla facciata della chiesa di Sant’Angelo in Spatha.

Il museo è ospitato nel chiostro e nei locali del convento del complesso di Santa Maria della Verità; una struttura fondata nel XII secolo e poi ristrutturata nel corso degli anni.

Il percorso, presentato dal museo civico ai visitatori, è un viaggio attraverso la storia, sala dopo sala si entra nel vivo di eventi che hanno segnato le varie fasi di sviluppo dell’umanità.

La visita inizia dal chiostro che, oltre alla bellezza del luogo, è stato arricchito da una raccolta preziosa di reperti archeologici che provengono dal territorio viterbese. Un salto indietro nel tempo, in un arco temporale compreso tra l’VIII secolo a.C. e il III d.C., attraverso la civiltà etrusca e romana. Ad attirare l’attenzione del visitatore sarcofagi di varie dimensioni, cippi funerari e frammenti di lastre (provenienti in gran parte da Ferento).

La visita prosegue, poi, al primo piano dove è esposta la sezione storico-artistica formatasi dopo l’Unità d’Italia. Importante la presenza di dipinti e sculture medievali e opere di Età Moderna.

Infine, il secondo piano è dedicato alle arti minori ed alle memorie storiche; interessanti le esposizioni di un tesoretto papale cinquecentesco e di un corredo di ceramiche da farmacia del XVIII secolo proveniente dall’Ospedale Grande degli Infermi.

Il Museo ha origini lontane. Inizialmente, a partire dall’inaugurazione avvenuta nel 1912, aveva sede all’interno della chiesa stessa. Le vicende del museo sono strettamente legate a quelle del monastero. L’intero complesso è, a sua volta, connesso alle vicende che hanno toccato la chiesa. Secondo la tradizione popolare, intorno alla metà del Quattrocento, avvenne un miracolo. Tre bambini dissero di aver visto la Madonna e, non creduti, gridarono “E’ la verità”: da qui l’intitolazione della chiesa e l’avvio di un nuovo interesse da parte delle famiglie più in vista. Subito iniziarono ad arrivare richieste per realizzare cappelle gentilizie all’interno della chiesa di Santa Maria della Verità.

Nel corso degli anni, all’interno della chiesa, iniziarono ad accumularsi pregevoli opere d’arte. Per evitare la dispersione di questi tesori si avvertì l’esigenza di riunire, in uno scenario appropriato, le opere della chiesa della Verità e dei reperti archeologici accumulatisi nel Palazzo dei Priori fin dal XV secolo. Tra questi i preziosi sarcofagi etruschi provenienti dagli scavi di Ferento, Vetralla e Norchia. Fu così che la chiesa di Santa Maria della Verità, dopo un accurato restauro, divenne la sede del museo civico.

Alla metà del Novecento, contestualmente alla riapertura al culto della chiesa, la preziosa raccolta di oggetti di grande valore artistico e archeologico fu trasferita negli ambienti del convento.

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