Le opere di Pietro Vanni

Le opere di Pietro Vanni

Un artista che ha assorbito ed interpretato le principali correnti pittoriche del suo tempo, pur rimanendo fedele alla tradizione. Pietro Vanni, pittore viterbese conosciuto ed apprezzato in ogni angolo d'Italia, ha lasciato alla Città dei Papi una ricca eredità. Diverse le opere del celebre pittore che è possibile ammirare a Viterbo.
Un olio su tela, di grandi dimensioni (cm. 210 x 85) e risalente al 1876, è custodito al Museo del Colle del Duomo. Nell'opera il “Cristo deposto”, uno dei primi lavori dell’artista, gli studiosi evidenziano elementi di realismo che si ritrovano nei suoi ritratti. Il Cristo è rappresentato su un piano rialzato, con il pube coperto da un telo bianco e con ai piedi un vaso. Lo sfondo scuro fa sì che il corpo del Cristo risalti in primo piano, conferendogli maggiore plasticità e luminosità.
L'artista Pietro Vanni nacque a Viterbo nel 1845. Svolse i suoi primi studi a Siena, dove plasmò il senso pittorico. L'avvio della carriera artistica fu complesso, a causa dei dissensi con il padre che lo voleva interessato all’industria. Per allontanarsi da tutto ciò, Pietro Vanni si dedicò alla musica che abbandonò subito per viaggiare prima a Firenze e poi a Roma, arricchendo il suo bagaglio culturale e artistico. Il primo lavoro pittorico di Pietro Vanni fu una “Sacra Famiglia” dov’è accentuato il carattere malinconico della sua arte. Secondo gli studiosi era solito dipingere con molta rapidità e precisione, e i colori utilizzati nelle tele dimostrano l’amore per un’arte più che naturale.
La precisione e lo stile di Pietro Vanni è possibile osservarli a Viterbo nella chiesetta del cimitero di San Lazzaro, completamente affrescata dall'artista. Le opere, realizzate fra il 1880 ed il 1885, gli furono commissionate dal Comune di Viterbo per decorare la chiesa cimiteriale di San Lazzaro. Gli affreschi, nelle mura parietali, riproducono la Resurrezione di Lazzaro e la Resurrezione della carne. Sulla volta è il Trionfo della Croce e nell’abside è dipinto un Cristo crocifisso avvolto da una cerchia di angeli in volo.

Testimonianze storiche ricordano che, dopo la morte del padre, Pietro Vanni trasformò il palazzo cinquecentesco di famiglia, a via Valle Piatta a Viterbo, in uno studio dotato anche di un forno per la cottura delle ceramiche e di un tornio per la stampa.

Di grande valore documentario la copia dello “Sposalizio della Vergine” di Lorenzo da Viterbo dipinto nel 1885. Tra i lavori più riusciti la “Madonna dei gigli”, peraltro di datazione incerta.