La Via Francigena, tappa 40: Montefiascone-Viterbo

La Via Francigena, tappa 40: Montefiascone-Viterbo

“Dimentica i passi che hai fatto, ricorda le impronte che hai lasciato” 👣

È con questa epigrafe sul Monumento del Pellegrino che inizia la quarantesima tappa della Via Francigena, quella che collega Montefiascone a Viterbo.
Dall’altura di Montefiascone la vista è meravigliosa da qualsiasi parte ci si giri: dal belvedere della Rocca dei Papi a sinistra si apre il panorama sul lago di Bolsena e le due isole (la Martana e la Bisentina) che lo impreziosiscono mentre a destra lo sguardo si perde sulla vastità della campagna interrotto poi solo da Viterbo, minuscola sulla linea dell’orizzonte.
Sul pendio che porta al rettilineo di basalto ecco poi la Chiesa di San Flaviano, gioiello dell’architettura medievale che conserva ancora la tomba del vescovo tedesco Johannes Defuk con incisa la famosa frase “Est est est pr nim est hic Jo De Fuk do meus mortuus est” che sta per “Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk”.

Lasciato Montefiascone ci si inoltra poi sul vialone di basalto dell’antica Cassia che si fonde ormai con la natura incorrotta fino ad arrivare fino al Bagnaccio, parco termale di origine antichissima e oggi anche piccolo orto botanico che ospita e tutela rare specie di animali e piante autoctone del viterbese.
Al diciassettesimo kilometro di cammino si entra infine a Viterbo attraversando Porta Fiorentina. Siete ormai nel centro storico della città, da qui il quartiere medievale più grande del mondo -San Pellegrino- vi aspetta a pochi passi per riempirvi l’animo dello stupore che solo i bei profferli viterbesi sanno dare.