La Pazzia Senile – Chorando Ensemble

La Pazzia Senile – Chorando Ensemble

CHORANDO ENSEMBLE presenta, sotto la direzione del M° Gino Nappo, “La pazzia senile”, di A. Banchieri. Regia di Angelo Tanzi.

Appuntamento sabato 23 febbraio a Palazzo dei Priori (Sala regia del Comune) ore 17:00.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

“La Pazzia Senile”, capolavoro del compositore bolognese Adriano Banchieri. Composto alla fine del XVI secolo è un tipico esempio di Commedia madrigalesca, o Madrigale drammatico, incentrato su alcune figure della commedia dell’arte. Pantalone, il dottor Graziano – vale a dire Balanzone – i giovani amanti Doralice e Fulvio e il servo sempre affamato Burattino, alias Arlecchino. La semplice trama, caratteristica dei canovacci rinascimentali per commedia, vede il vecchio Pantalone impegnato in due progetti destinati entrambi al fallimento: innamorato della cortigiana Lauretta, alla fine viene brutalmente respinto; cerca di imporsi sulla figlia Doralice e obbligandola – aiutato dal servo Burattino – a sposare il maturo e ridicolo dottor Graziano. Doralice darà comunque la sua mano al giovane Fulvio e lo scriteriato Pantalone resterà doppiamente deluso.

Protagonista della spassosa rappresentazione musicale il gruppo vocale Chorando Ensemble, nato a Viterbo nel gennaio 2017 dalla forte passione per il repertorio antico di un gruppo di coristi della Tuscia. Per l’occasione la concertazione e la direzione sono state affidate al maestro Gino Nappo, noto musicista viterbese, che ha anche curato la riorganizzazione dei brani e il loro adattamento al coro polifonico. La Pazzia Senile, infatti è destinata originariamente a tre sole voci maschili (due tenori e un basso) che cantano anche “alla bastarda” cioè in falsetto (interpretando di volta in volta parti di soprani o contralto). Il tutto è stato qui ridisegnato e adattato alle quattro voci del coro misto, affidando i dialoghi tra le maschere a due attori: Serenella Isidori e Angelo Tanzi, il quale ha curato anche la regia dello spettacolo.
Il tutto è arricchito da danze strumentali eseguite alla spinetta dallo stesso m.o Nappo, alla chitarra barocca da Roberto Mattioni, ai flauti dritti da Francesco D’Urbano, alle percussioni da Maria Vittoria Bosco, che ha curato anche un inserto coreografico.