La Minimacchina di Santa Rosa del centro storico

La Minimacchina di Santa Rosa del centro storico

La fede, la devozione e la passione per la patrona di Viterbo, e per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, coinvolgono grandi e piccini.

Da sempre, negli occhi di bambini e ragazzi c’è il sogno di trasportare la Macchina di Santa Rosa; per molti questo sogno diventa realtà grazie alla costruzione delle Minimacchine di Santa Rosa. I Mini Facchini, di età compresa tra 6 e 14 anni, sfilano per le vie della città trasportando la Minimacchina di Santa Rosa. La struttura, trasportata a spalla, in genere oscilla tra i 4,5 ed i 7,5 metri ed è realizzata in legno e materiali leggeri.

Tre minimacchine sfilano ogni anno per le vie di Viterbo: la Minimacchina del centro storico, quella del Pilastro e la più recente, quella del quartiere Santa Barbara.

 

Percorrendo la storia della Minimacchina del centro storico è possibile scoprire che l’idea dei bambini di emulare il trasporto della Macchina di Santa Rosa ha radici lontane, cronache locali ne citano alcuni esempi già alla fine del 1800. Un gioco molto sentito fra i bambini residenti nel centro, in particolare quelli nati e cresciuti nei luoghi frequentati dalla giovane santa.

Nel 1966 don Sebastiano Fasone, parroco di San Giovanni in Zoccoli, invitò un gruppo di ragazzi a dare a questo “gioco” un aspetto di serietà e di stile. Per quei giovani era un sacrificio, perché bisognava lavorare tutta l’estate, la loro passione e il loro amore per Santa Rosa però non conosceva limiti. Nessuno si sarebbe immaginato che il loro impegno, rivolto sia alla costruzione della Minimacchina che alla preparazione dei giovani Facchini, avrebbero dato vita ad una nuova tradizione, complementare al trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Accanto al nome Minimacchina fu coniato quello di “Mini Facchini”, la loro divisa, bianca con la fascia rossa, era simile ma non uguale a quella dei Facchini adulti. Nel 1980 viene costituito il Comitato Centro Storico Viterbo, che prosegue il cammino intrapreso fino a quella data dal gruppo di persone che avevano creato nel 1966 la Minimacchina.

I modelli della Minimacchina del Comitato centro storico, che si sono succeduti negli anni, hanno mantenuto le stesse dimensioni, sia in altezza che in larghezza, per agevolare il passaggio nelle vie anguste del percorso.