La chiesa di Santa Maria delle Farine

La chiesa di Santa Maria delle Farine

L’impressionante numero di chiese della città di Viterbo conta anche molte costruzioni che si possono ammirare nelle numerose frazioni della città. A circa 3 km dal centro di Viterbo, seguendo la Cassia sud in direzione Roma, arriverete alla piccola frazione delle Farine. Sulle origini del nome, al momento, gli studiosi si dividono fra ipotesi diverse: secondo alcuni il nome deriva dalla dea “Furina”, protettrice dei ladri e della quale esisteva un tempio nel luogo ove sorge la chiesa. Altre teorie sostengono, invece, che il nome deriverebbe dal proprietario della zona che si chiamava De Refarinis.

Negli ultimi anni si è affiancata un’ulteriore ipotesi, a queste due iniziali, collegata al termine latino “Refariae”, cioè furto, dato che per recarvisi bisognava uscire da Pianoscarano, luogo in passato frequentato da ladri.

La visita alla piccola frazione delle Farine è utile soprattutto per ammirare la chiesa di Santa Maria delle Farine. Un edificio storico, costruito nel 1320 per volere del capitano del popolo Silvestro Gatti. La chiesa si trova in posizione sopraelevata rispetto alla trafficata strada Cassia sud e, dall’alto, sembra controllare costantemente ogni cosa.

Una volta giunti di fronte all’ingresso ci si ritrova immersi in un luogo tranquillo, con molto verde intorno ed una sensazione di pace e serenità.

La chiesa delle Farine, nel corso dei secoli, ha subito numerose opere di modifica ed ampliamento. La facciata, semplice e lineare, è arricchita da un piccolo rosone del XIV secolo. Seppur nella semplicità la facciata invita il visitatore ad entrare e scoprire le bellezze del luogo sacro.

Entrando all’interno della chiesa, sopra l’altare maggiore, troviamo un tabernacolo in pietra di stile lombardesco. Un’opera suggestiva che vale la pena ammirare. L’abside della chiesa, con un lato dritto ed uno obliquo, probabilmente in passato era di forma rettangolare, come elemento tipico dell’architettura cistercense.