In Scena – Polo Museale del Lazio

In Scena – Polo Museale del Lazio

Danza e teatro nei luoghi d’arte del Lazio 

tanti gli appuntamenti nella provincia di Viterbo

 

Dal 6 luglio al 8 settembre, 23 tra musei, abbazie e siti archeologici del Lazio saranno invasi, attraversati, vissuti con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio culturale tramite un ricco calendario di appuntamenti, 52 in totale, tra teatro, danza e performance. Il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nell’ambito di ArtCity 2018 apre con la prima edizione della rassegna In scena, con la cura affidata ad Anna Selvi, direttore dell’ufficio per il teatro e la danza, un dialogo a tre voci che coinvolge artisti, pubblico e luoghi che saranno in alcuni casi contenitori, in altri scenario, in altri ancora partecipi alla creazione, in un flusso continuo di pensiero, elaborazione ed anche emozione. Una valorizzazione del patrimonio culturale che approda ad un’inedita prospettiva di esplorazione, a nuove geografie di riflessione che dalla storia si muove, attraverso la creazione artistica contemporanea, verso la realizzazione di un’unica e personale fruizione. Gli artisti coinvolti nel progetto rappresentano la poliedricità e vivacità del panorama teatrale italiano in uno sguardo trasversale che attraversa le generazioni e gli stili. Diversa sarà la maniera di appropriarsi degli spazi e di rielaborarli.

 

Tanti gli appuntamenti nella provincia di Viterbo dal 6 luglio al 31 agosto.

La rassegna ArtCity – In scena apre venerdì 6 luglio ore 21.00 al Museo Archeologico di Vulci con una delle formazioni di danza più interessanti del panorama nazionale: la Compagnia Virgilio Sieni presenta BACH DANCE SUITES in cui la ricerca gestuale indaga ogni piega dell’anima e se ne fa interprete, arrivando ad una fusione di danza – musica – spazio per creare trame emotive e simboliche.

Sabato 7 luglio ore 21.00 Villa Lante a Bagnaia ospita il concerto-spettacolo KRIMINAL TANGO a cura di Fanny&Alexander, con Marco Cavalcoli e l’Orchestrina Bluemotion in cui un emblematico intrattenitore mette in luce, suo malgrado, le contraddizioni dei nostri tempi attraverso l’interpretazione o le storpiature delle canzoni di Fred Buscaglione.

Accademia degli artefatti da martedì 10 luglio a giovedì 19 luglio svilupperà una residenza creativa presso Palazzo Altieri ad Oriolo Romano per realizzare il primo volume di LA STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – TEATRO GRECO, in cui ogni volume intende essere un passo indietro nello studio di cosa è stato lo spettacolo dal vivo, e un passo in avanti nell’immaginazione di un suo paesaggio futuro. La residenza è pensata come laboratorio aperto a studenti universitari, attori, performer, danzatori, cantanti, spettatori curiosi invitati in un viaggio fantascientifico tra i linguaggi e le forme e le voci dello spettacolo dal vivo. L’appuntamento con il pubblico è giovedì 19 luglio ore 18.00 per la presentazione del lavoro.

E’ autore e narratore, interprete e traduttore del nostro sociale Ascanio Celestini in STORIE E CONTROSTORIE improvvisa e intreccia micro racconti per delineare il profilo sfaccettato del nostro Paese, sabato 21 luglio ore 21.00 al Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz a Viterbo.

Doppia replica domenica 22 luglio (ore 18.30 e ore 21.30) al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia per L’APPARENZA INGANNA della Compagnia Lombardi – Tiezzi, il capolavoro di Thomas Bernhard. Lo spettacolo Premio Ubu per la regia a Federico Tiezzi nel 2000, vede nella parte degli anziani pensionati Sandro Lombardi e Massimo Verdastro, due grandi interpreti del teatro italiano. L’apparenza inganna sarà anche giovedì 2 agosto (ore 18.30 e ore 21.30) a Palazzo Farnese di Caprarola.

Una serata di milonga, un invito per ballerini e pubblico, DANCE DANCE DANCE – UNA MILONGA SPECIALE del Gruppo Nanou sono rapidi intermezzi che si intromettono nell’agire abitudinario, sabato 4 agosto ore 21.00 al Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo – Civita Castellana.

Due spettacoli di danza domenica 5 agosto al Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo di Civita Castellana accumunati per la ricerca che entrambi svolgono sul rapporto tra organizzazione dello spazio e movimento: alle ore 21.00 IN A LANDSCAPE di Daniele Albanese_compagniastalker è sviluppato in relazione al suono inteso come eco o frammento di personaggio, e alle ore 21.40 IL COLORE SI FA SPAZIO del Gruppo Nanou affronta luce e cromatismo come strumento per articolare lo spazio dell’attività performativa.

Due fratelli gemelli, due modi diversi di vivere le fragilità e le passioni, e un unico luogo d’incontro: la cucina. PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO, uno spettacolo di Roberto Abbiati e Leonardo Capuano che può coinvolgere l’intera famiglia sarà ospitato venerdì 24 agosto ore 21.00 al Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.

Sistema coreografico pensato per un numero variabile di ballerini, con regole precise per creare un moto perpetuo di movimento BERMUDAS di MK, ideazione e coreografia di Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia, è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni elementari: domenica 26 agosto ore 19.00 alla Necropoli di Tarquinia.

In DOUBLE POINTS: HELL, uno studio sull’Inferno che Emio Greco e Pieter C. Scholten – ora alla guida del Ballet National de Marseille – hanno creato su invito del Festival d’Avignone (2006), una ballerina fronteggia un’ombra, un suo doppio, in una tensione che esplode in violenza e sensualità: venerdì 31 agosto ore 19.00 e ore 21.30 al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo.

calendario In scena

VITERBO

venerdì 6 luglio ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico di Vulci (VT)

BACH DANCE SUITES a cura di Compagnia Virgilio Sieni

 

sabato 7 luglio ore 21.00 | concerto-spettacolo | Villa Lante – Bagnaia (VT)

KRIMINAL TANGO a cura di Fanny & Alexander, con Marco Cavalcoli e l’Orchestrina Bluemotion

 

da martedì 10 luglio a giovedì 19 luglio | Residenza creativa e laboratorio | Palazzo Altieri – Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO a cura di Accademia degli artefatti, con Fabrizio Arcuri e Matteo Angius, in collaborazione con Sergio lo Gatto

 

giovedì 19 luglio ore 18.00 | Teatro | Palazzo Altieri – Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO a cura di Accademia degli artefatti, con Fabrizio Arcuri e Matteo Angius, in collaborazione con Sergio lo Gatto

 

sabato 21 luglio ore 21.00 | Teatro | Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz – Viterbo

STORIE E CONTROSTORIE a cura di Ascanio Celestini

 

domenica 22 luglio ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Museo Archeologico Nazionale – Tarquinia (VT)

L’APPARENZA INGANNA a cura di Associazione Teatrale Pistoiese/Compagnia Lombardi – Tiezzi,di Thomas Bernhard, drammaturgia di Sandro Lombardi, regia Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi e Massimo Verdastro

 

giovedì 2 agosto ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Palazzo Farnese – Caprarola (VT)

L’APPARENZA INGANNA a cura di Associazione Teatrale Pistoiese/Compagnia Lombardi – Tiezzi, di Thomas Bernhard, drammaturgia di Sandro Lombardi, regia Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi e Massimo Verdastro

 

sabato 4 agosto ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo – Civita Castellana (VT)

DANCE DANCE DANCE – UNA MILONGA SPECIALE a cura di Gruppo Nanou

 

domenica 5 agosto | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo – Civita Castellana (VT)

ore 21.00 IN A LANDSCAPE a cura di Daniele Albanese compagnia stalker

ore 21.40 IL COLORE SI FA SPAZIO a cura di Gruppo Nanou

 

venerdì 24 agosto ore 21.00 | Spettacolo comico | Museo Archeologico Nazionale di Tuscania (VT)

PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano

 

domenica 26 agosto ore 19.00 | Danza | Necropoli di Tarquinia (VT)

BERMUDAS a cura di MK, direzione e coreografia Michele Di Stefano

 

venerdì 31 agosto ore 19.00 e ore 21.30 | Danza | Museo Nazionale Etrusco- Viterbo

DOUBLE POINTS: HELL di ICK – Emio Greco e Pieter C. Scholten

calendario completo della programmazione ArtCity 2018

www.art-city.it

Ufficio Stampa

AGTW: Emanuela Rea 3338537295 – e.rea@agtw.it; Rosario Capasso 3929542809 – r.capasso@agtw.it

 

PROGRAMMA

venerdì 6 luglio ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico di Vulci (VT)

BACH DANCE SUITES

a cura di Compagnia Virgilio Sieni

coreografia Virgilio Sieni

interpreti Naomi Biancotti, Linda Pierucci, Jari Boldrini, Maurizio Giunti

musica Suites per violoncello Solo di J.S. Bach

 

La Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze

 

Le Suites per violoncello Solo di J.S. Bach formano il territorio sul quale dispiegare il discorso narrativo della danza. La successione architettonica di brani musicali da “abitare” ci guida verso la costruzione di costellazioni gestuali che lasciano spazio all’incontro dell’uomo con la simbologia del corpo e le figure dello spazio.

La periferia dello spazio e l’attenzione ai valori sottili, tattili, nascosti del movimento, divengono i temi, insieme alla pietà, che agiscono le suite: atlante figurale e emozionale che mostra l’idea di marginalità, interstizio, raccoglimento, dimora, vuoto, accoglienza.

Si potrebbe dire che ogni danza è alla ricerca delle peculiarità dello spazio che la ospita, indagandone le parti nascoste, i vuoti, attraverso la densità e il tono del movimento. Danze sussurrate, rituali da meditare che rinnovano il senso dell’adiacenza dell’uomo alla forza simbolica della danza nel suo disfarsi dei meccanismi quotidiani.

Trame originate dalla vibrazione di energie raccolte in una successione di danze “nuove”, dal Solo al Quartetto, sulla rigenerazione dello spazio ma anche liturgie gestuali che, percorrendo i sentieri e le declinazioni poetiche della musica di Bach, ci invitano a una riflessione sull’abitare il mondo.

Virgilio Sieni

 

VIRGILIO SIENI

Si forma in discipline artistiche e architettura dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Approfondisce tecniche di danza moderna, classica, release con Traut Streiff Faggioni, Antonietta Daviso, Katie Duck. Nel 1983, dopo quattro anni di studio sul senso dell’improvvisazione nei linguaggi contemporanei della danza tra Amsterdam, Tokyo e New York, fonda la compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale.

Dal 2003 dirige Cango Cantieri Goldonetta Firenze, il Centro Nazionale di produzione per la danza nato per sviluppare ospitalità, residenze, spettacoli e progetti di trasmissione fondati sulla natura dei territori.

Nel 2007 fonda l’Accademia sull’arte del gesto, contesto innovativo di formazione rivolto a professionisti e cittadini sull’idea di comunità del gesto e sensibilità dei luoghi.

Dal 2013 al 2016 è direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza.

Nel 2013 è nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.

Lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei internazionali, realizzando progetti sulla geografia della città e dei territori che coinvolgono intere comunità sui temi dell’individuo e della moltitudine poetica, politica, archeologica.

 

Museo Archeologico di Vulci – Viterbo – Località Vulci – 01011 Canino (VT)

tel. +39 0761 437787

biglietto intero € 2,00, ridotto € 1,00

 

 

sabato 7 luglio ore 21.00 | concerto-spettacolo | Villa Lante – Bagnaia (VT)

KRIMINAL TANGO

a cura di Fanny & Alexander

con Marco Cavalcoli

e con l’Orchestrina Bluemotion:

pianoforte e Mellotron Andrea Pesce

contrabbasso Francesco Redig de Campos

batteria Cristiano De Fabritiis

e con la partecipazione di Chiara Lagani

ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani

drammaturgia e costumi Chiara Lagani

progetto sonoro Luigi De Angelis e Andrea Pesce

regia Luigi De Angelis

produzione E / Fanny & Alexander col sostegno di Angelo Mai

si ringraziano Giorgina Pilozzi, Gianluca Falaschi, Nicola Fagnani, Paola Granato, Kinkaleri

 

Kriminal tango è il recital, spregiudicato e pirotecnico, del nostro Mediattore alle prese con le canzonette che ama. Dopo l’incarnazione con lo Scrooge dei fumetti, e a partire dal repertorio più famoso dell’adorato Fred Buscaglione, ammaliato forse dal bagliore un po’ vintage da anni del miracolo economico e storpiando i testi originali a suo uso e consumo, il nostro continua così a costruire il suo personaggio metamorfico: latin lover, un poco gangster, un poco amabile spaccone, scialacquatore e prodigo, ma anche avido e taccagno. Duro e furbo, “povero milionario”, guardia e ladro, cinico e romantico, lucido sognatore. I testi del suo concerto da avanspettacolo, riscritti sul filo teso dell’utopia liberale che lo anima, diventano una sorta di mostruoso manifesto, emblematico delle forti contraddizioni dei nostri tempi, e danno vita al più straniato dei concerti: discorso in musica sugli archetipi di ricchezza e povertà, sospeso tra mito, storia e sogno.

 

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi De Angelis e Chiara Lagani. Si aggregano stabilmente alla compagnia nel 1997 Marco Cavalcoli, attore e nel 2002 Marco Molduzzi, organizzatore. Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne.

Nel 2012 Fanny & Alexander fonda, insieme a ErosAntEros, gruppo nanou e Menoventi, la E, cooperativa di artisti e organizzatori che ne cura la gestione dei progetti e delle creazioni.

 

Villa Lante, Via Jacopo Barozzi, 71 – 01100 località Bagnaia, Viterbo

tel +39 0761 288008

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

da martedì 10 luglio a giovedì 19 luglio | Residenza creativa e laboratorio | Palazzo Altieri – Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO

a cura di Accademia degli artefatti

con Fabrizio Arcuri e Matteo Angius, in collaborazione con Sergio lo Gatto

 

L’idea di questo progetto nasce dalla volontà di fare un punto sullo stato dello spettacolo dal vivo, e rilanciarne possibilità e modalità espressive. Da una parte lo studio di quello che è stato, e dall’altra la pratica e la verifica di nuovi dispositivi di racconto e di performance. Affrontare la storia del teatro per immaginare e viverne un suo avanzamento, e anche però per condividere con un pubblico vasto e trasversale la storia della ricerca di un senso e della pratica di un linguaggio. Il teatro quindi come luogo di uno sguardo dell’umano su stesso, e come pratica dell’artista alla ricerca di un posto nel mondo e di un posto per il mondo.

 

Il primo volume si porterà dietro una forma più da assemblea partecipata, da studio della presenza scenica in epoca antica, della riattualizzazione di condizioni che ne facevano necessaria e impellente la esibizione. Leitmotiv di questa prima residenza sarà la condivisione con il pubblico e la sua partecipazione attiva, la presenza di esperti, la drammaturgia originale che fa da tessuto di base all’andamento del capitolo, pur elaborando naturalmente testi della tragedia greca.

La residenza coinvolgerà attraverso un laboratorio di studio e di analisi, drammaturghi, studiosi, attori, danzatori, cantanti e persone curiose che vogliano partecipare alla costruzione di un percorso.

Ci saranno diverse aperture pubbliche con conferenze spettacolo per arrivare all’apertura finale con una dimostrazione di lavoro.

 

Palazzo Altieri, Piazza Umberto I, 01010 Oriolo Romano (VT)

Tel +39 06 99837145

aperture pubbliche giornaliere dalle ore16.00 alle ore 20.00

Laboratorio gratuito

info e prenotazioni+39 3455523049

 

 

giovedì 19 luglio ore 18.00 | Teatro | Palazzo Altieri – Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO

a cura di Accademia degli artefatti

con Fabrizio Arcuri e Matteo Angius, in collaborazione con Sergio lo Gatto

 

La STORIA del teatro per scoprire nuove storie del teatro. Non un racconto del passato, ma un viaggio fantascientifico tra i linguaggi e le forme e le voci dello spettacolo dal vivo. Nella rassegna In Scena sarà presentato il primo volume di questo lavoro: il Teatro Greco.

Ogni volume un diverso dispositivo, composto di momenti diversi, originali, precisi, giusti, per il tema preso in esame da ogni singolo volume: artisti invitati a praticare e ad insegnare agli spettatori le loro pratiche, conferenze di approfondimento, esercizi di narrazione, video performance, live set musicali, brevi laboratori di scenografia.

Il progetto prevede la costituzione di un comitato scientifico di base composto da 3 esperti di storia del teatro e di forme dello spettacolo dal vivo (Gerardo Guccini, Roberta Ferraresi, Luca Scarlini). Per ogni volume poi al comitato scientifico si aggiunge un esperto specifico, che sarà invitato anche a partecipare al momento performativo.

LA STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI è prima di tutto una macchina di spettacolo, un macchinario che lavora lo spettacolo, lo studia, lo immagina, lo produce. Un sistema di produzione spettacolare, che non tralascia nessun passaggio della catena del lavoro creativo, inclusa, forse, la sua distruzione.

 

Accademia degli artefatti

Si forma all’inizio degli anni Novanta con lo specifico intento di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. L’approccio al lavoro, con le sue contaminazioni fra arte figurativa, performance e installazioni, non comporta una cifra stilistica rigida o una coerenza estetica predefinita.

La compagnia ha sviluppato una propria modalità prettamente teatrale, avendo il teatro – il suo senso e le sue crisi – come oggetto di continua riflessione e di declinazione del reale. Dopo un periodo di teatro fatto di immagini e di spazi abitati performativamente, dalla fine degli anni Novanta l’urgenza artistica si manifesta in una nuova attenzione alla drammaturgia contemporanea e in particolare anglosassone che, attraverso i testi di Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch e Mark Ravenhill, diventa luogo di costruzione e decostruzione del linguaggio stesso, come specchio e trama del reale e dei suoi mascheramenti. Il panorama della drammaturgia contemporanea su cui la compagnia ha lavorato e lavora si è poi allargato: Werner Rainer Fassbinder, Bertolt Brecht, Davide Carnevali, Joel Pommerat, Antonio Tarantino…Al centro di tutto, sempre l’idea della scena come luogo di dialogo e di relazione, e non come spazio che ospita oggetti artistici: il teatro e la performance sempre come occasione per riflettere sul reale e sul presente, restando reali e presenti. Il fondatore e regista della compagnia Fabrizio Arcuri, negli ultimi anni ha lavorato come regista residente in altre strutture coinvolgendo nei suoi lavori componenti storici o recenti della compagnia: in particolare nel triennio 2015-2017 è stato regista residente presso il Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli Venezia-Giulia; e dal 2015 ha curato la regia di diverse produzioni del Teatro di Roma.

 

Palazzo Altieri, Piazza Umberto I, 01010 Oriolo Romano (VT)

Tel +39 06 99837145

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

sabato 21 luglio ore 21.00 | Teatro | Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz – Viterbo

STORIE E CONTROSTORIE

a cura di Ascanio Celestini

musiche Gianluca Casadei

 

Sono storie dette a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta e poi riletti e ri-detti, messi da parte e ripescati. C’è toni mafioso, presidente del partito dei mafiosi e toni corrotto presidente del partito dei corrotti, ma c’è anche l’opposizione che gioca a bridge nel salottino privato del bar della mafia in via della corruzione. C’è il piccolo paese che forse ci sembra piccolo perché lo vediamo da lontano, o forse ci sembra ancora lontano, mentre è soltanto piccolo piccolo.

In “Confessione di un assassino” Joseph Roth fa dire a Golubcik che «le parole sono più potenti delle azioni – e spesso rido quando sento l’amata frase: “Fatti e non parole!”. Quanto sono deboli i fatti! Una parola rimane, un fatto passa! Di un fatto può essere autore anche un cane, ma una parola può essere pronunciata soltanto da un uomo». Nei miei racconti cerco di mettere insieme le parole e non i fatti. Certe volte non accade niente. Un meccanismo che si inceppa è l’unico avvenimento. Spesso i personaggi non hanno nome e le relazioni arrivano quasi ad azzerarsi. Ci sono le parole che diventano semplici come rotelle di un ingranaggio, come chiodi che tengono insieme dei pezzi di legno. I racconti di Storie e Controstorie sono microstorie che iniziano e finiscono in pochi minuti, una specie di concept album dove canzoni diverse raccontano un unico luogo. Qualcuna proviene dalla tradizione popolare, ma tutte hanno in comune l’improvvisazione. Salgo in scena senza copione e scaletta.

Ascanio Celestini

 

Gianluca Casadei, diplomato in fisarmonica classica con Patrizia Angeloni al Conservatorio di Latina “O.Respighi” ed in Musica Jazz con Renzo Ruggieri all’I.M.P “G. Braga” di Teramo, ha seguito diverse master class e seminari tra cui quelle con Stefan Hussong, Hans Maier, Fabio Rossato e Antonello Salis. Ha collaborato con Ascanio Celestini, Marco Paolini, Cliff Korman Ensemble, Tinto Penaflor, Paolo Vivaldi, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Alessandro Mannarino, Carlo Ambrosio, Giuseppe Spedino Moffa, Musica da Ripostiglio, Orchestra Sinfonica del Teatro di Russe, Lorenzo Monguzzi, Corimè, Gabriele Coen, Roma Orquesta Tango, Tarantula Rubra Ensemble, GabinDabirè, Nuove Tribù Zulu, Ottaedro, Dreidel, BalTabaren. Ha partecipato alla registrazione di diversi cd, tra i quali: JesceFore (Tarantula Rubra Ensemble, 2007), Parole Sante (Ascanio Celestini, RadioFandango, 2007, anche coautore e collaborazione agli arrangiamenti – Premio Ciampi 2007 per miglior opera prima, secondo classificato al Premio Tenco 2008 per la stessa categoria), Eyntsvey…dreidel (Dreidel, Struwwelpeter, 2007, vincitore del Premio Opera Imaie 2009). Ha scritto musiche per spettacoli e performance teatrali, fra queste: La storia incantata (spettacolo finalista al XXIV Festival Nazionale del Teatro per Ragazzi di Padova e vincitore del Premio Titania-San Marino 2006).

 

Ascanio Celestini, autore, attore, musicista e regista. I suoi testi sono legati ad un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni legate alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi spettacoli teatrali più conosciuti: Radio clandestina (2000), Scemo di guerra (2003), La pecora nera (2005), La fila indiana (2009), Pro patria (2011), Discorsi alla nazione (2013), Laika (2015) e Pueblo (2017). Laika e Pueblo, sono coprodotti da Romaeuropa e dal Teatro Stabile dell’Umbria e hanno debuttato a Romaeuropa Festival rispettivamente nel novembre 2015 e nell’ottobre 2017. Celestini lavora attivamente anche all’estero e in particolare tra la Francia e il Belgio. Come autore, regista e attore ha realizzato il film La pecora nera (2010) in concorso alla 67esima Mostra del cinema di Venezia, distribuito anche in Francia da BABE Film e vincitore di premi in tutt’Europa. Il suo ultimo film, Viva la Sposa (2015), prodotto da Malìa Film di Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Roberto Lombardi e coprodotto dalla francese Aeternam Film di Parigi e dai fratelli Dardenne, è stato in concorso alle Giornate degli Autori a Venezia 2015. Ascanio ha inoltre realizzato il documentario Parole sante (2007) presentato al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra. Contemporaneamente è uscito il suo primo disco, anch’esso intitolato Parole sante (2007), dove sono raccolte le canzoni presenti negli spettacoli. Tra le sue pubblicazioni si ricorda Storie di uno scemo di guerra (Einaudi 2005), La pecora nera (Einaudi 2006), Lotta di Classe (Einaudi 2009), Io cammino in fila indiana (Einaudi 2011) e Pro patria (Einaudi 2012). I suoi testi teatrali sono stati messi in scena in Francia, Portogallo, Belgio, Austria e Canada e sono tradotti in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Svezia, Olanda, Romania, Portogallo e Repubblica Ceca.

 

Museo Nazionale Etrusco- Rocca Albornoz, Piazza della Rocca, 21b – 01100 Viterbo

Tel +39 0761 325929

biglietto intero € 6,00, ridotto € 3,00

 

 

domenica 22 luglio ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Museo Archeologico Nazionale – Tarquinia (VT)

L’APPARENZA INGANNA

a cura di Compagnia Lombardi – Tiezzi

di Thomas Bernhard

drammaturgia di Sandro Lombardi

regia Federico Tiezzi

personaggi e interpreti

Karl, un vecchio artista – Sandro Lombardi

Robert, suo fratello, un vecchio attore – Massimo Verdastro

scene di Gregorio Zurla

costumi di Giovanna Buzzi

luci di Gianni Pollini

produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Compagnia Lombardi – Tiezzi

 

In un vecchio appartamento di Vienna, tra vecchi mobili scomodi, ricolmi di abiti e scarpe, e disseminato di vecchie fotografie, un vecchio signore in maglietta e mutande striscia sul pavimento alla ricerca della sua limetta per le unghie. Così Thomas Bernhard inizia L’apparenza inganna (1983). Il vecchio signore è Karl, che attende la visita di suo fratello Robert. Sono entrambi anziani. Sono stati l’uno giocoliere, l’altro attore. Adesso sono in pensione. Si fanno visita regolarmente ogni martedì e ogni giovedì. Il martedì è Robert che va da Karl, il giovedì Karl rende la visita a Robert. Costruito secondo un procedimento di alternanza tra monologhi e dialoghi, L’apparenza inganna racconta due solitudini: atroci, dolorose ma anche ridicole e beffarde. Il terzo polo della situazione è Mathilde, la defunta moglie di Karl. Il nucleo oscuro del contrasto è legato al testamento di Mathilde che ha lasciato la casetta dei week-end non al marito, ma a Robert. Da questo spunto si innesca un meccanismo a catena che porta i due a escogitare ogni possibile pretesto per soddisfare quelli che sembrano essere, con definizione beckettiana, i bisogni del tormento.

«A me gli attori / hanno sempre interessato / quelli notevoli», dice Karl a Robert. Anche a Bernhard hanno sempre interessato gli attori e questo emerge splendidamente dalla tessitura di una scrittura drammaturgica, consapevole quanto poche delle possibilità, delle psicologie, delle amarezze e delle euforie degli attori. E agli attori Bernhard offre anche con questo testo un combustibile straordinario. In due situazioni di speculare claustrofobia, nell’orizzonte limitato di una terra desolata dello spirito, è sorprendente l’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni che il geniale drammaturgo austriaco offre ai suoi due personaggi. In uno stile asciutto e acido, Bernhard sciorina tutta una collezione di sofferenze e dispetti, richieste di aiuto mascherate da aggressioni, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità.

Già realizzato con successo (Premio Ubu per la regia) nel 2000, il capolavoro di Thomas Bernahrd è oggetto di un nuovo allestimento.

 

Compagnia Lombardi – Tiezzi

Con la nuova denominazione di “Compagnia Lombardi – Tiezzi”, Sandro Lombardi e Federico Tiezzi si sono affermati, a partire dagli anni Ottanta, per l’equilibrio mostrato tra la volontà di sperimentazione e ricerca e la capacità di realizzare spettacoli classicamente all’interno della tradizione del teatro d’arte. Sono di questi anni alcuni significativi lavori nei quali la tendenza alla connessione fra le varie arti (musica, arti visive, danza) si intreccia a un approccio drammaturgico sempre più serrato dal punto di vista testuale: Scene di Amleto da William Shakespeare (1998 – 2000); Cleopatràs, 1996, L’Ambleto, 2001, ed Erodiàs, 2008, di Giovanni Testori; Gli Uccelli di Aristofane, 2005; Antigone di Bertolt Brecht, 2004; I giganti della montagna di Luigi Pirandello, 2007; Passaggio in India di Santha Rama Rau e Edward M. Forster, 2009. Contemporaneamente vengono affrontati con successo testi capitali della drammaturgia moderna: Zio Vanja di Anton Cechov 1999, Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D’Annunzio, 2007, alternando con equilibrio classici come Alessandro Manzoni (I promessi sposi alla prova. 2010) ai contemporanei: da Thomas Bernhard a Luigi Pirandello fino all’esordiente Fabrizio Sinisi (La grande passeggiata, 2012). Un amore di Swann, da Marcel Proust, 2012, diretto da Federico Tiezzi sulla drammaturgia di Sandro Lombardi segna il concretizzarsi di un sogno ed è l’inizio del lavoro sulla Ricerca del Tempo perduto. La compagnia è stata presente, dal 1978 a oggi, nei principali festival internazionali: Bruxelles, Liegi, Amsterdam, Colonia, Amburgo, Monaco, Vienna, Londra, Parigi, Barcellona, Lisbona, Belgrado, Epidauro, Berlino, New York, Mosca, Tokyo. Tra i numerosi premi, ricordiamo il Premio Mondello, 1982; parecchi Premio Ubu: al Carrozzone come miglior gruppo sperimentale nel 1979 e nel 1980; a Magazzini Criminali per la scenografia di Crollo nervoso nel 1982; a Genet a Tangeri come miglior spettacolo dell’anno, 1984, e, nello stesso anno, a Federico Tiezzi per la scrittura drammaturgica; ancora a Tiezzi per la miglior regia con Come è di Samuel Beckett, 1987; a Sandro Lombardi come miglior attore nel 1988 per Artaud. Una tragedia e Hamletmaschine; a Tiezzi come miglior regia per Edipus e Porcile e nel 2000 per L’apparenza inganna; di nuovo miglior attore a Lombardi nel 1994 per Edipus e Porcile; nel 1996 per Cleopatràs e nel 2001 per L’Ambleto; agli Uccelli nel 2005 come miglior spettacolo dell’anno. Sandro Lombardi è stato inoltre insignito dell’Arlecchino d’Oro nel 2010 e del Premio Carlo Betocchi nel 2012.

 

Museo Archeologico Nazionale, Piazza Cavour 1, 01016 Tarquinia (VT)

tel +39 0766 856036

biglietto intero € 6,00, ridotto € 3,00

 

Lo spettacolo è in replica:

giovedì 2 agosto ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Palazzo Farnese – Caprarola (VT)

 

Palazzo Farnese, Piazza Farnese, 1 – 01032 Caprarola (VT)

tel. 0761 646052

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

sabato 4 agosto ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo – Civita Castellana (VT)

DANCE DANCE DANCE – UNA MILONGA SPECIALE

a cura di Gruppo Nanou

progetto e coreografie di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

in collaborazione con Marco Maretti

con Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti

suono Roberto Rettura

prodotto da Nanou Ass. Cult.

con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna

 

Dance Dance Dance è l’organizzazione di una serata da ballo in cui vengono invitati spettatori e ballerini per partecipare ad una milonga speciale.

Durante la serata, il compito della performance è quello di infiltrarsi all’interno di un paesaggio in movimento. Presenze appaiono e animano rapidi intermezzi, si intromettono nell’agire abitudinario della sala da ballo.

Espandere la dimensione paesaggistica dei progetti coreografici sul ballo di sala del gruppo nanou fino ad abbracciare i gesti dei ballerini e gli spettatori coinvolti.

 

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.

gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti quali: Fabbrica Europa (Italy), Santarcangelo Festival of The Arts (Italy); Teatro Comunale di Ferrara (Italy); Drodesera (Italy); Les Brigittines (Belgium); Unidram (Germany); Nu Dance Fest (Slovensko).

 

Museo Archeologico dell’Agro Falisco- Forte Sangallo, Via del Forte, 01033 Civita Castellana (VT)

Tel + 39 0761 513735

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 5 agosto | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo – Civita Castellana (VT)

ore 21.00 IN A LANDSCAPE

a cura di Daniele Albanese compagnia stalker

danza e drammaturgia Daniele Albanese

assistenza alla drammaturgia Loredana Scianna e Maurizio Soliani

musiche originali Maurizio Soliani

tecnica Deborah Penzo

 

In a Landscape nasce nel 2008 come spettacolo per situazione urbana e diventa ben presto un assolo fondamentale nel percorso di compagnia Stalker, evolvendo e modificandosi seguendo gli sviluppi di ricerca della compagnia. Viene proposto, a partire dal 2010, in teatro e in spazi al chiuso non teatrali.

Si definisce attraverso una particolare struttura e organizzazione di spazio, movimento e suono, nella lettura geometrica del luogo dove si svolge e nell’emergere di un frammento, ed eco, di personaggio.

Sono stati isolati quegli eventi e meccanismi del vivere quotidiano e urbano che provocano cambiamenti e alterazioni di stato. Abbiamo definito questi meccanismi come Vento, non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche sonore e fisiche.

Come il vento atmosferico anche in questo caso ciò che agisce è invisibile; l’apparire, fisicamente e sonoramente, è il risultato di un passaggio, in un paesaggio urbano.

 

ore 21.40 IL COLORE SI FA SPAZIO

a cura di Gruppo Nanou

progetto gruppo nanou + Daniele Torcellini

coreografie Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

con Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti e ospiti

suoni Roberto Rettura

luci Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini

colori Daniele Torcellini

prodotto da Nanou Ass. Cult.

co-prodotto da Città di Ebla

con il sostegno di Cantieri Danza, E-production

con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza

d’autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

 

Il colore si fa spazio è un percorso coreografico che trova nell’astratto la drammaticità del colore. La compagnia di danza contemporanea gruppo nanou, affiancata da Daniele Torcellini (docente di cromatologia per le Accademie di belle arti di Genova e Verona), affronta luce e colore come strumenti per articolare uno spazio tridimensionale entro cui collocare l’attività performativa. Luci, colori e corpi che cambiano nel tempo determinano uno spazio instabile. Il dispositivo scenico e dei costumi, per mezzo di materiali fortemente connotati cromaticamente, illuminati da luci Led RGB cangianti, enfatizza l’instabilità percettiva perché sia i danzatori, sia il pubblico coinvolto, perdano il senso del confine tra ciò che è e ciò che appare.

Le dinamiche relazionali tra luce, colore, spazio e corpi si pongono in un continuo processo di definizione, alterazione, perdita e ricostruzione di assetti, entro un paradigma di instabilità permanente per la affermazione di un continuo spaesamento.

 

Al di fuori della mente e della coscienza di chi guarda il colore non esiste. Il nostro sistema visivo interpreta come colore una ristretta banda di radiazioni elettromagnetiche, prodotte dalle fonti di luce e riflesse, modificate, dai corpi nello spazio, con molte incertezze. Il colore è relativo, dipende dal contesto di riferimento – spaziale, storico, sociale e culturale che sia – da ciò che abbiamo visto prima, dalle nostre aspettative e dal nostro stato emotivo e dipende dalla luce che illumina.

 

Daniele Albanese si forma presso l’ EDDC di Arnhem in Olanda (Hogheschool voor de kunsten,ora Artez), conseguendoun BA presso la Facoltà Teatro e studia con i grandi maestri del postmodernismo americano tra i quali Steve Paxton, Eva Karkzag, Lisa Kraus, Benoit Lachambre. Lavora come interprete con Peter Pleyer, Tony Thatcher, Company Blu, Martin Butler, Mawson-Raffalt + Falulder-Mawson, Jennifer Lacey, Virgilio Sieni, Nigel Charnock, Karine Ponties, Enzo Cosimi.

Fin dal suo periodo di studi in Olanda inizia a creare propri spettacoli, la sua prima coreografia è del 1995. Nel 2002fonda la propria compagnia STALKER_Daniele Albanese con lo scopo di indagare la danza come linguaggio e presenta i propri spettacoli in importanti festival e teatri in Italia e all’estero – tra questi: RomaEuropa Festival, Vie dei Festival,Mas danza, Dock 11 – Berlin, Festival Grec (Barcellona, SP), Festival Sesc (San Paulo, BR), Teatro Comunale di Ferrara.Collabora come assistente artistico nella creazione di Benoit Lachambre Snakeskins. Vincitore del Bando Fondo Fare Anticorpi 2010.

Coreografo italiano selezionato per partecipare a DanceUnion 2011 – South Bank Centre (Londra).

La sua ultima creazione VON ha debuttato al Festival Les Hivernales – Avignon nel Febbraio 2017 e ha debuttato in Italia (prima nazionale) a Torinodanza Festival. VON è il progetto vincitore del premio Collaboraction#3 .Coreografo selezionato per il progetto Residance XL 2018  promosso dalla rete Anticorpi XL.

 

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.

gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti quali: Fabbrica Europa (Italy), Santarcangelo Festival of The Arts (Italy); Teatro Comunale di Ferrara (Italy); Drodesera (Italy); Les Brigittines (Belgium); Unidram (Germany); Nu Dance Fest (Slovensko).

 

Museo Archeologico dell’Agro Falisco- Forte Sangallo, Via del Forte, 01033 Civita Castellana (VT)

Tel + 39 0761 513735

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

venerdì 24 agosto ore 21.00 | Spettacolo comico | Museo Archeologico Nazionale di Tuscania (VT)

PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO

di e con Roberto Abbiati

e Leonardo Capuano

assistente alla regia Elena Tedde

a cura di Compagnia Orsini

 

Due fratelli gemelli. Uno ha i baffi l’altro no, uno balbetta l’altro no, parla bello sciolto. Uno crede che la crema pasticcera sia delicata, meravigliosa e bionda come una donna, l’altro conosce la poesia, i poeti, i loro versi e li dice come chi non ha altro modo per parlare. Uno è convinto che le bignoline siano esseri viventi fragili e indifesi, l’altro crede che le bignoline vadano vendute, sennò non si può tirare avanti.

Il laboratorio di pasticceria è la loro casa. Un mondo che si è fermato alle quattro di mattina, il loro mondo: cioccolata fusa, pasta sfoglia leggera come piuma, pan di Spagna, meringhe come neve, frittura araba, torta russa, biscotto alle mandorle e bavarese: tutto si muove, vola, danza e la notte si infila dappertutto.

Due fratelli gemelli che, come Cyrano e Cristiano, aspettano la loro Rossana, e dove la vuoi aspettare se non in pasticceria?

Due fratelli pasticceri, se li vedi abbracciati, sembrano un albicocca. Profumano di dolci e ascoltano la radio: musica, molta musica.

 

Roberto Abbiati fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il Teatro d’Artificio, e con Walter Muto e Franco Svanoni il gruppo musicale Badalabanda. Con la regia di Bolek Polivka recita in La vera storia di Biancaneve e I love Canberra pur non parlando una parola di ceco. Partecipa allo spettacolo I tre porcellini di Giampiero Pizzol, per la regia di Carlo Rossi e con il Teatro d’Artificio allo spettacolo scritto da Francesco Niccolini The clown Shakespeare company. Con l’amico Francesco si cimenta nell’ambiziosa riscrittura e messa in scena del “Riccardo III” di Shakespeare: Riccardo l’Infermo, il mio regno per un pappagallo debutta nel 2001 al festival di Sucre in Bolivia, organizzato dal Teatro de los Andes. Fonda con un gruppo di disabili la compagnia “Yorik Spettacoli”. La storia straordinaria della prima giraffa di Francia è alla base dello spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt’ora in giro in Italia e all’estero (Marsiglia, Tolone, Edimburgo e al Dublin Theater Festival) con una piccola tenda e con Alessandro Calabrese e Luca Salata. Pasticceri, io e mio fratello Roberto con Leonardo Capuano debutta al festival Inequilibrio di Castiglioncello ancora in tournée. Roberto Abbiati ha lavorato anche nei film di Carlo Mazzacurati La giusta distanza e La Passione presentato alla 67 Mostra del cinema di Venezia. Dalla passione per “Moby Dick” nasce lo spettacolo di 15 minuti e per 15 spettatori, dal titolo Una tazza di mare in tempesta e con questo lavoro vince il premio Fiesole per le arti. Dallo spettacolo nasce il libro “Un tentativo di balena” edito da Adelphi di Matteo Codignola, con le illustrazioni dello stesso Abbiati. LAlbero della cuccagna con Renata Palminiello e Leonardo Capuano, debutta al Festival Inequilibrio.

Abbiati fa il teatro anche a Salvador de Bahia, nel senso che lo ha costruito, in uno dei quartieri più violenti della città. La Jolefilm ha deciso di seguire questo lavoro producendo un documentario a cui sta lavorando con Erica Barbiani e Vera Tomasin di Videomante.

 

Leonardo Capuano, attore diplomato presso la Scuola di formazione teatrale Laboratorio Nove si è rivelato al pubblico nella duplice veste di attore ed autore con vari monologhi, quali “La cura”, che debutta al festival di Volterra nel 2000, “Zero Spaccato”, “La sofferenza inutile” e l’ultimo “Elettrocardiodramma”. Con l’attore Roberto Abbiati ha poi prodotto “Pasticceri”, spettacolo che ha realizzato numerose repliche, ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica e che ancora oggi è nei teatri italiani. Ha lavorato anche con Renata Palminiello nello spettacolo “Due” e con la compagnia Lombardi-Tiezzi ne “Gli uccelli” di Aristofane . Da qualche anno lavora stabilmente con Umberto Orsini e conduce seminari sul lavoro dell’attore con un approccio legato alla fisicità del gesto e della voce. Capuano è portatore di un teatro rigoroso e accurato e di una visione personale della profondità dell’animo umano e delle sue contraddizioni.

 

Museo archeologico Nazionale di Tuscania, Largo Mario Moretti, 1 – 01017 Tuscania (VT)

Tel +39 0761 436209

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 26 agosto ore 19.00 | Danza | Necropoli di Tarquinia (VT)

BERMUDAS

a cura di MK

direzione e coreografia Michele Di Stefano

con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Giovanni Leone, Flora Orciani, Annalì Rainoldi, Laura Scarpini, Loredana Tarnovschi, Alice Cheophe Turati, Francesca Ugolini

ideazione e coreografia Michele Di Stefano

musica Kaytlin Aurelia Smith, Juan Atkins/Moritz Von Oswald, Underworld

luci Giulia Broggi in collaborazione con Cosimo Maggini

meteo Antonio Rinaldi

custom styling Marco Mazzoni

consulenza matematica Damiano Folli

organizzazione Carlotta Garlanda

logistica Francesca Pingitore

coproduzione mk-klm e Bolzano Danza/Tanz Bozen

in collaborazione con AMAT Civitanova Casa della Danza, Residance/Dance Haus Milano, Dialoghi – residenze delle arti performative a Villa Manin Udine, Una diversa geografia/Villa Pravernara Valenza, AngeloMai Roma, l’Arboreto di Mondaino

con il contributo della Regione Lazio

con il contributo MIBACT

 

Bermudas è un sistema coreografico pensato per un numero variabile di interpreti (da tre a tredici), intercambiabili tra loro. E’ dunque un organismo di movimento basato su regole semplici e rigorose che producono un moto perpetuo, adottabile da ogni performer come una condizione per esistere accanto agli altri e costruire un mondo ritmicamente condiviso.

 

Il lavoro è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni elementari, dai sistemi evolutivi della fisica e della meteorologia. Il risultato finale tende alla costruzione di un luogo carico di tensione relazionale, un campo energetico molto intenso (a cui il nome Bermudas ironicamente fa riferimento) attraversato da una spinta alla comunicazione immediata, necessaria per generare uno spazio sempre accessibile a qualunque nuovo ingresso.

L’impianto coreografico dipende  in maniera cruciale dalle caratteristiche singolari dei performer:  immettere punti di vista differenti sull’uso dello spazio, la prossemica tra i corpi o il modo in cui viene percepita l’attività di danza in un rituale collettivo, trasforma immediatamente la coreografia in un progetto di incontro e mediazione tra individui che possono essere i più disparati e i più lontani tra loro per attitudine, organizzazione gestuale e intensità espressiva. E per gestione del malinteso.

Il sistema è costruito per essere inclusivo e permeabile; ogni apertura al pubblico è dunque una finestra aperta su uno dei possibili cast ma anche sull’unico obiettivo del lavoro: la costruzione di una danza che permetta continuamente alla danza di qualcun altro di trovare spazio.

 

Mk si occupa di coreografia e performance dal 1999 e ruota intorno ad un gruppo stabile di artisti costantemente in dialogo con altri performer e progettualità trasversali. Il gruppo è da subito invitato nei più importanti festival della nuova scena in Italia e all’estero con date in Giappone, Gran Bretagna, Germania, Indonesia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Francia, Perù etc e una presenza costante sul territorio nazionale. Tra le produzioni recenti Robinson ha debuttato nel 2014 al Teatro Argentina di Roma ed è tuttora in tour.

Nel 2015 viene riallestito per il progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography) il duetto di esordio della compagnia, e-ink, con due interpreti di Aterballetto.

Con Veduta (2016) il gruppo inizia un’indagine immersiva sul paesaggio e la prospettiva adattabile a qualsiasi orizzonte urbano. Bermudas (2017-18) è invece un lavoro sul moto perpetuo e il movimento puro, costruito per un folto numero intercambiabile di performer.

Nel 2014 Michele Di Stefano riceve il Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia.

La nuova produzione del gruppo sarà una collaborazione internazionale coprodotta da Torinodanza 2018.

 

Necropoli di Tarquinia, Necropoli di Monterozzi, Strada provinciale Monterozzi Marina – 01016 Tarquinia (VT)

Tel +39 0766 856036

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

biglietto intero € 6,00, ridotto € 4,00

 

 

venerdì 31 agosto ore 19.00 e ore 21.30 | Danza | Museo Nazionale Etrusco- Viterbo

DOUBLE POINTS: HELL

a cura di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

di ICK – Emio Greco e Pieter C. Scholten

coreografia, regia Emio Greco | Pieter C. Scholten

danza Maria Ribas & Anonymous

musiche varie, a cura di Pieter C. Scholten

luci Maarten Heijdra, FloriaanGanzevoort

costumi Clifford Portier

produzione ICKamsterdam con il Ballet National de Marseille CCN

co-produzione Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD), Parigi; Festival di Avignone

debutto 14-07-2005 Festival di Avignone

ICKamsterdamriceve il sostegno del PerformingArts Fund NL e dalla città di Amsterdam

 

Double Points: HELL, creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten per il Festival di Avignone, può essere considerata uno studio su HELL, coreografia del 2006 per tutta la compagnia. Presentata, inoltre, nel 2008 all’Internationales Tanz Festival NRW su invito di Pina Bausch.

In Double Points: HELL una ballerina danza con la sua ombra, il suo alter ego, il suo compagno, un voyeur. La segue, la guida, danza e lotta con lei. È un doppio, un partner nella danza, un amante e un avversario,affidabile e pericoloso allo stesso tempo. La danza si svolge nella tensione tra amore, fiducia, sessualità femminile e violenza, ponendoci questioni esistenziali.

Double Points: HELL unisce le diverse strutture artistiche sulle quali EG | PC hanno lavorato nel corso della loro carriera. La ballerina e l’ombra ci sorprenderanno in un duetto sulla Quinta Sinfonia di Beethoven e su un indimenticabile, intenso tango.

 

ICK (International ChoreographicArts Centre), diretto da Emio Greco e Pieter C. Scholten, è una piattaforma artistica che produce spettacoli di danza a livello internazionale, collabora con artisti ospiti e sviluppa vari progetti e programmi formativi. Nominata“Compagnia di danza contemporanea della città di Amsterdam” e compagnia di danza residente al Theater De Meervaart, ICK contribuisce allo sviluppo della danza in città. Lo stile di ICK si distingue per lo specifico linguaggio di danza sviluppato dai coreografi. L’istinto del corpo in movimento è sempre centrale nel loro lavoro.Il repertorio di ICK possiede la rara qualità di comunicare al pubblico diversi livelli di significato, oltre ad essere molto accattivante per la bellezza della danza. La compagnia è stata insignita di molti premi ed effettua regolarmente tournée all’estero.

 

EMIO GRECO I PIETER C. SCHOLTEN

Il primo – danzatore – nato nel Sud Italia, e il secondo – regista della scena teatrale alternativa in Olanda hanno unito i loro talenti negli anni ’90, facendo della loro duplice firma un’avventura coreografica.

Partendo nel 1995 dalla curiosità per il corpo e le sue implicazioni interiori, creano la loro prima opera: il solo Bianco, che costituisce la prima parte della trilogia Fra Cervello e Movimento. La trilogia è accompagnata da un manifesto artistico che si sviluppa a partire dal corpo e dalla sua logica in sette principi. Questo manifesto è la base del nuovo linguaggio che hanno creato.

Per definire il loro lavoro, la loro originalità – in cui uniscono il rigore della ricerca e la forza dell’immaginazione – hanno inventato un nuovo termine: «Extremalism».

Emio Greco e Pieter C. Scholten, sin dagli albori della loro compagnia, battezzata EG I PC, hanno sviluppato un linguaggio contraddistinto da tensione e sincronicità che attinge tanto al vocabolario classico quanto alla danza postmoderna.

La teatralità delle loro creazioni, le originali coreografie e la forza della tecnica dei danzatori, sono strettamente inquadrati nella partitura coreografica costruendo in ogni pièce enigmatiche finzioni col corpo. Il corpo, questo sconosciuto, con le sue implicazioni, sembra dunque riflesso, come se fosse l’autore medesimo di queste narrazioni, assorto, immerso in spazi inaspettati, misteriosi che la scenografia luminosa, con giochi di colore o con la monocromia contribuisce a svelare, in dialogo con le musiche.

Tra le loro creazioni più recenti: HELL (2008), La Commedia (2011), Rocco (2011), Passione in Due (2012), Double Points: Extremalism (2012), Addio Alla Fine (2012), Double Points: Verdi (2013), A Man without a Cause (2013), I Soprano (2014), Le Corps du Ballet National de Marseille, Boléro, Extremalism, Passione (2015), Momentum (2016), Corpi Ingrati, Apparizione (2017), Rocca (2018).

Nel corso della loro carriera, Emio Greco e Pieter C. Scholten hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Spesso le loro creazioni sono coprodotte da importanti festival e vengono presentate in tournée internazionali.

Nel 2009, hanno fondato ICK a Amsterdam, Centro Internazionale d’arte coreografica, una piattaforma interdisciplinare e internazionale per talenti emergenti o già noti.

Nominati nel 2014 alla direzione del Ballet National de Marseille, il loro comune progetto ruota attorno alla tematica del corpo, sotto diverse angolazioni: “il corpo in rivolta”, ossia il posto dell’artista nella società, “il corpo del balletto”, ossia la ricerca di una nuova forma di balletto contemporaneo.

 

Museo Nazionale Etrusco, Rocca Albornoz, Piazza della Rocca, 21b – 01100 Viterbo

tel +39 0761 325929

 


Di cosa si tratta?

ArtCity cosa? ArtCity è un progetto organico di iniziative culturali. Nato nei musei e per i musei, unisce sotto un ombrello comune oltre centocinquanta iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo. ArtCity chi? ArtCity è realizzato dal Polo Museale del Lazio, l’istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che gestisce quarantasei musei e luoghi della cultura di Roma e del Lazio.

ArtCity quando? Il programma copre l’intera estate 2018, da giugno a novembre.

ArtCity dove? Gli eventi e le iniziative si svolgono per lo più nei musei e luoghi di cultura del Polo Museale del Lazio.

ArtCity come? L’idea è creare occasioni di visita attraverso attività pensate su misura, capaci di sfruttare l’attitudine a vivere nuove esperienze che le persone in genere rivelano soprattutto d’estate: questo, naturalmente, tenendo fermi la tutela e il decoro dei luoghi, il rigore scientifico e la qualità artistica.

ArtCity perché? Il progetto mira certamente a diffondere la conoscenza dei luoghi d’arte del Lazio presso cittadini e turisti. Il vero obiettivo consiste però nel farveli tornare, innescando un processo di fidelizzazione che trasformi il Museo in un motore di crescita culturale e di coesione sociale.

In questi binomi di domande e risposte l’edizione 2018 è simile alla precedente.

È infatti rimasto identico il quadro metodologico di riferimento. Come identico è anche l’impegno nel recupero e nella valorizzazione delle collezioni permanenti: basti citare il restauro degli strumenti musicali conservati a Castel Sant’Angelo, come la spinetta cinquecentesca che Maurizio Croci suonerà il 13 settembre all’interno della Sala Paolina, la sala di rappresentanza fatta decorare da Paolo III Farnese.

Già nel 2017, del resto, ArtCity ha fatto registrare un rimarchevole successo di critica – come dimostrano i tre volumi di rassegna stampa – e ancor più di pubblico: poco meno di 600.000 persone, infatti, sono state presenti alle varie iniziative.

Questo lusinghiero risultato si deve in primo luogo alle mostre d’arte.

La mostra su Giorgione e la rappresentazione dei sentimenti si è collocata tra le mostre d’arte più viste in Italia nel 2017, addirittura la prima nella categoria di pertinenza, le mostre d’arte antica. Il successo si lega comunque anche ad altre iniziative, a torto fino adesso giudicate poco commestibili, ovvero inadatte al grande pubblico. Il discorso ha coinvolto per esempio le conversazioni con grandi architetti contemporanei o i concerti di musica antica. Bene: persone che non erano mai entrate prima in un museo grazie ad ArtCity lo hanno fatto, per ascoltare Edouardo Souto de Moura o la Missa Cantilena nell’Abbazia di Casamari. Anche per questo ArtCity è divenuto un caso di studio, ora in corso di replica anche in altre regioni.

Nulla di strano, dunque, che una delle parole chiave di quest’anno sia continuità.

Questo non esclude comunque elementi dal carattere fortemente sperimentale, così da venire incontro a più tipi di pubblico. Un primo elemento nuovo del 2018 consiste nella diversificazione dell’offerta culturale. Si tratta della politica del gigante con le mani da orologiaio, ovvero di una struttura di grandi dimensioni, come il Polo Museale del Lazio, che, appunto, aspira a realizzare lavori di precisione. Ecco perciò nel Museo della Navi Romane di Nemi I figli della frettolosa, un progetto teatrale per ciechi, ipovedenti e vedenti, che annuncia il percorso di visita stabile capace di rispondere alle esigenze dei fruitori con esigenze specifiche. Ed ecco I Bambini e ArtCity, un programma per giovanissimi dai tre ai dieci anni, ideato con l’obiettivo di educare al patrimonio e più in generale alla visione.

Il dato davvero più innovativo del 2018 è l’intensificazione del Polo Museale all’interno del Lazio e l’avvio di collaborazioni con le amministrazioni locali.

Al territorio regionale sono dedicati settantacinque appuntamenti di musica, danza e teatro, con presenze di calibro internazionale e tre residenze d’artista a Oriolo Romano, Nemi e Sperlonga. Quanto alle collaborazioni, abbiamo scelto tra i molti due progetti pilota. Il primo a Palestrina. Di concerto con il Comune, infatti, presentiamo un’intera rassegna intitolata Luci su Fortuna e una serie di visite guidate al Santuario della Fortuna Primigenia e al Museo Archeologico.

Il secondo esperimento vede al centro Sora ed è per certi versi ancora più significativo, dal momento che a Sora non ha sede alcun museo del Polo: entrano così in ArtCity alcune iniziative promosse dal Comune a cominciare dalla Mostra d’Arte Cinematografica Vittorio De Sica.

Ecco, in forma sintetica, le sezioni di ArtCity.

Il Museo come non l’hai mai visto apre le porte di giorno e di notte a percorsi ‘segreti’ in alcuni dei monumenti più celebri di Roma e del Lazio: il Passetto, le prigioni, la stufetta di Clemente VII e le Olearie di Urbano VIII a Castel Sant’Angelo, la marciaronda, i sottotetti e il Belvedere di Palazzo Venezia, i sotterranei del Vittoriano o il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina.

L’arte e l’architettura sono protagoniste nella mostre di respiro internazionale, come Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, allestita nella doppia sede di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo, e Eternal City nella collezione fotografica del Royal Institute of British Architects al Vittoriano, nonché nelle due serie di dialoghi con grandi architetti e fotografi di architettura.

I Bambini e ArtCity è un progetto dedicato ai bambini che propone una modalità innovativa per vivere il patrimonio culturale attraverso l’incontro con le arti sceniche: gli spettacoli – basati appunto sul confronto tra museo e teatro –, avranno luogo in tutto il Lazio, dal Palazzo Farnese di Caprarola all’Abbazia greca di San Nilo a Grottaferrata fino a Villa Lante a Bagnaia.

Le arti performative – musica, antica e contemporanea, teatro e danza – dominano le rassegne Il giardino ritrovato a Palazzo Venezia, Sere d’Arte a Castel Sant’Angelo, Musica al Vittoriano a cura di Ernesto Assante e ancora In musica, In scena e Luci su Fortuna in tutti e quarantasei i luoghi d’arte del Polo Museale del Lazio, all’insegna della qualità e della sperimentazione.

Il Polo Museale del Lazio è divenuto operativo nel marzo 2015 per gestire musei e luoghi di cultura fra i più importanti della nostra capitale e della nostra regione. Tre anni sono trascorsi da allora. Anni durante i quali il Polo ha trovato un’identità e si è fatto strada nel complesso mondo della gestione dei beni culturali. Fra le proprie missioni istituzionali il Polo annovera la costituzione del sistema museale regionale, ovvero la messa in rete dei soggetti pubblici e privati che si occupano di beni culturali nel Lazio. ArtCity 2018, come si vede, è un altro passo importante in questa direzione.

 

Edith Gabrielli

Direttrice del Polo Museale del Lazio

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