Chiesa di Santa Maria Nuova

Chiesa di Santa Maria Nuova

Percorrendo le antiche strade del bellissimo quartiere medievale di Viterbo cercate la chiesa di Santa Maria Nuova. Un tempio con tanti secoli di storia alle spalle e ricco dal punto di vista artistico.

La chiesa di Santa Maria Nuova sorge nella zona anticamente denominata Castello di Sonza (ovvero l’attuale via di San Lorenzo), lungo una delle principali direttrici di espansione dell’abitato medievale. Il luogo di culto fu riedificato nel XII secolo in forme romaniche, sul luogo di una preesistente costruzione di cui si hanno notizie a partire dal 1080.

Dobbiamo immaginare la chiesa di Santa Maria Nuova come parte di un più ampio complesso conventuale, in cui erano inclusi i bellissimi orti, un antico chiostro ed un ricovero per i pellegrini. Il complesso di Santa Maria Nuova ha rappresentato, per moltissimi anni, un luogo di riferimento per i viterbesi poiché la chiesa veniva usata per le adunanze del popolo, oltre a possedere il privilegio di custodire le finanze comunali.

Resterete stupiti di fronte alla semplicità che caratterizza questa chiesa, una semplicità che nasconde in realtà particolari dettagli. All’esterno la vostra attenzione verrà sicuramente catturata da un pulpito in pietra, presente sullo spigolo accanto alla facciata, risalente al Duecento e reso celebre dalle predicazioni di San Tommaso d’Aquino.

Entrando all’interno del luogo di culto potrete notare che l’impostazione della chiesa è basata sulla tipica planimetria basilicale a tre navate. Gli interni, decorati secondo lo stile romanico, sono scandite da due file di arcate, impostate su colonne con pregevoli capitelli scolpiti, ognuno diverso dall’altro. Troverete, inoltre, diverse opere d’arte e spiccano tra queste i mirabili interventi trecenteschi di Francesco d’Antonio da Viterbo, detto il Balletta; l’affresco raffigurante San Girolamo fra i Santi Lorenzo e Giovanni Battista, realizzato dal Pastura, ed il celebre trittico del Salvatore benedicente tra la Vergine e il Battista.

La chiesa, nel corso degli anni, è andata incontro a diversi lavori. Nel Quattrocento, quando l’originaria copertura lignea a capriate fu restaurata ed interamente rivestita di pianelle decorate a tempera, e poi nel corso del XVI, XVII e XVIII secolo quando furono costruite le cappelle del Salvatore e della Madonna del Sacro Cuore. Negli anni seguenti furono aperti nuovi ingressi ed allargate le finestre.

Dopo aver terminato la visita della chiesa non dimenticate di dedicare alcuni minuti ad osservare l’antico chiostro. Agli anni ’60 risale la ricostruzione del chiostro: l’origine di quest’ultimo affondava probabilmente in epoca longobarda, coperto da un alto strato di terra nel corso del XVII secolo ed usato come cimitero in seguito ad una pestilenza, fu dissepolto e debitamente ripristinato.

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