Chiesa di San Sisto

Chiesa di San Sisto

Se la vostra visita della città di Viterbo inizia da Porta Romana, dopo pochi metri potrete ammirare un’antica costruzione: la chiesa di San Sisto. Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1068, quando il vescovo di Tuscania concedette ad un gruppo di monaci Agostiniani di raccogliersi nel tempio di Vico Quinzano intitolato alla Santissima Trinità, alla Vergine e ai Santi Marco e Sisto.

Secondo le testimonianze storiche la chiesa inizialmente era dedicata all’evangelista Marco, successivamente fu intitolata a San Sisto, probabilmente collegata al Papa Sisto II. Originariamente la chiesa si presentava di forma modesta, probabilmente nata come edificio realizzato contemporaneamente alla costruzione delle mura cittadine nel 1095.

La chiesa di San Sisto aveva un’impostazione basilicale a tre navate, terminanti inizialmente in una sola abside, le corsie erano ritmate da due file di colonne sorreggenti arcate a tutto sesto.

Agli inizi del XIII secolo l’impianto originario fu notevolmente ampliato, con il prolungamento delle navate e la creazione di uno scenografico coro. Il coro, che contrasta con la semplicità delle navate con copertura di capriate lignee, è caratterizzato da un marcato sviluppo ascensionale esaltato dalle volte a botte e da due monumentali pilastri.

Suggestivo è l’ornato dell’abside centrale, inglobata nella cinta muraria. All’edificio sono affiancate due torri campanarie: una inerente alla fase iniziale dell’XI secolo, semplice è priva di decorazione; l’altra eretta come torrione di difesa ed inserita nelle mura cittadine, fu utilizzata solo in seguito come campanile. Per quanto riguarda l’esterno della chiesa di San Sisto è possibile cogliere tutte le implicazioni legate agli stilemi lombardi.

Nella seconda metà del Duecento fu aggiunta una quarta navata, riconoscibile nello spazio occupato dal cortile recintato; nel 500 il cardinale Alessandro Farnese promosse importanti restauri, durante i quali la parte anteriore del fabbricato fu completamente ricostruita.

A partire dal Duecento il complesso di San Sisto acquisì un’importanza crescente, dovuta al fatto che la Chiesa fu elevata a parrocchia, e poi a Collegiata. Il prestigio aumentò quando, accanto al complesso, fu edificato un palazzo, detto appunto di San Sisto, in cui soggiornarono importanti personalità politiche e religiose di passaggio a Viterbo.

Oggi la chiesa ricopre un ruolo molto importante per la città di Viterbo. Durante la festività della Santa Patrona il 3 settembre di ogni anno, i facchini si radunano nella chiesa per la benedizione in articulo mortis, prima del trasporto della Macchina di Santa Rosa, che parte dalla piazza fuori la Chiesa.

Infine, l’unico importante dipinto conservato della chiesa è la pregevole tavola posta sulla parete destra del coro, raffigurante una Sacra Conversazione attorno alla Vergine in trono.

 

Chiesa di San Sisto

 

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