Ceramiche da farmacia del Museo Civico

Ceramiche da farmacia del Museo Civico

Forme affusolate e morbide, colori vivaci e ceramiche bianche lucide: suggestivo ed affascinante il corredo di ceramiche da farmacia ospitato nel Museo Civico di Viterbo. Un tesoro che risale al XVIII secolo e proviene dall’Ospedale Grande degli Infermi.

All’interno di questi bellissimi vasi venivano conservati unguenti, erbe e spezie per lenire le malattie del corpo. Rappresentavano delle risorse estremamente utili, in un periodo storico in cui i farmaci moderni non erano ancora stati scoperti e le malattie dilagavano tra la popolazione. Ogni vaso conteneva una medicina in grado di guarire malanni e calmare atroci sofferenze.

Le ceramiche da farmacia venivano realizzate con materiali robusti ed in grado di preservare intatte le proprietà di ciò che contenevano. Questi grandi vasi conservavano i “semplici” (semi, radici e foglie di piante medicinali, oli essenziali, minerali polverizzati) o i “composti” (preparazioni galeniche, miscele di oli essenziali…).

Nel Museo Civico di Viterbo ne potrete ammirare diversi, sia nella forma classica, chiamata “Albarello da spezieria”, che in quella più caratteristica, definita “Orciolo da spezieria”.

Questi originali vasi arrivano dal più grande ospedale viterbese dell’antichità, l’Ospedale Grande degli Infermi. Nel periodo medievale a Viterbo si trovavano ben 43 strutture di assistenza, in parte poi confluite nel grande ospedale. Gli studi storici spiegano che i primi ospedali in Italia nacquero nel VII secolo e, inizialmente, avevano una funzione assistenziale, accogliendo pellegrini e viaggiatori. Trovandosi Viterbo lunga la Via Francigena è facile immaginare quanto queste strutture fossero frequentate ogni giorno.

Queste prime strutture nacquero in prossimità di monasteri e chiese, ed è possibile trovarne ancora oggi delle tracce. I primi ospedali viterbesi aprirono le porte, oltre che ai pellegrini, anche ai malati, ma raramente erano in grado di dispensare le corrette cure mediche. Con il passare degli anni il numero degli ospedali iniziò ad aumentare, ed alcune strutture si specializzarono in settori specifici, come ad esempio l’ospedale di Santo Spirito a Valle Faul, dedito alla cura dei bambini abbandonati.

A partire dagli inizi del 1500 le strutture iniziarono a confluire all’intero di un’unica istituzione che, nel 1575, prese il nome di Ospedale Grande degli Infermi. Proprio da questa grande struttura arriva la bellissima collezione di vasi di ceramica da farmacia, custodita nel Museo Civico.

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