Categoria: Fontane

Colazione di Pasqua a Pianoscarano

Pizza di Pasqua, salumi e prodotti della Tuscia in bella vista: torna l’appuntamento con la tradizionale colazione di Pasqua del quartiere Pianoscarano.
Un evento da non perdere per poter gustare prodotti tipici locali, uova sode, uova di cioccolato, pizze pasquali, salumi di vario tipo, dolci e la buonissima coratella d’agnello con cipolla, il tutto accompagnato da un buon vino per trascorrere una mattinata tra sapori e profumi unici e invitanti.
La colazione come ogni anno viene offerta dalla Parrocchia di S. Andrea, Il Club Amici di Pianoscarano “Giulio Selvaggini” e dai produttori locali.
Non perdete quest’occasione unica per conoscere la antiche tradizioni viterbesi!

Ci vediamo dalle ore 9 in Piazza Fontan di Piano per la benedizione e a seguire la tradizionale colazione di Pasqua!!!

Fontana della Crocetta

Tra le più antiche fontane a fuso della città, risale al XIII secolo, situata in piazza della Crocetta di fronte alla chiesa di Santa Maria in Poggio.
Sia la piazza che la fontana devono il nome all’ordine religioso dei Crociferi che nel 1600 si stabilì nella chiesa. Gli appartenenti all’ordine portavano una croce di panno rosso, cucita sulla tonaca, da cui proviene il termine crocetta.
La fontana è nota anche come “Fontana di Santa Rosa” perché è legata a uno dei miracoli della santa patrona. Si racconta che la santa, da bambina, abitando nelle vicinanze attingesse acqua a questa fontana. Un giorno, un’altra bambina impegnata nello stesso compito, ruppe la sua brocca e per paura di essere rimproverata, incolpò la piccola Rosa.
La santa senza scomporsi raccolse i cocci e li ricompose, restituendo alla bambina la brocca intatta. Questo episodio è raffigurato nell’elemento finale della fontana, aggiunto a posteriori.
La fontana costruita su due scalini per pareggiare il dislivello della strada, presenta una vasca circolare con specchiature rettangolari. Al centro s’innalza la colonna, sulla quale troviamo il classico fuso decorato con le consuete teste di leone da cui fuoriescono le cannelle dell’acqua. La particolarità di questa fontana è dovuta alle teste umane, una femminile e una maschile, che sostituiscono due delle abituali teste leonine.
Su uno degli otto lati della cuspide sovrastante è presente un originale bassorilievo raffigurante un cane che corre.

Fontana della loggia del Palazzo Papa

Fontana della loggia del Palazzo Papale
La fontana si trova al centro della loggia del Palazzo Papale. Nello stesso punto esisteva una fontana duecentesca, eretta al tempo della costruzione della loggia chiamata “Fons Papalis”, andata distrutta, nella seconda metà del 1500, per il crollo del tetto e del loggiato posteriore.
Subito ricostruita su modello della fontana preesistente, riutilizzando anche materiale originale e frammenti che si erano salvati dal crollo.
La vasca è poligonale, formata da sedici specchiature, tre delle quali decorate con stemmi a rilievo della famiglia Gatti che, presumibilmente, facevano parte del loggiato. Le altre presentano insegne gentilizie che appartengono al cardinal Raffaele Galeotto Riario, al vescovo Francesco Maria Visconti Settala e a Papa Sisto V della Rovere.
La coppa, sostenuta da una colonna con capitello ornato di foglie, è originale della fontana duecentesca. Presenta dodici teste di leone col cannello in bocca.
Al centro si erge una cuspide che termina con un cesto di frutta da cui fuoriesce uno zampillo d’acqua.

Fontana del Gesù

Nel cuore della Viterbo medievale, al centro di piazza del Gesù, la fontana è chiamata anche di San Silvestro dal nome della chiesa.
Le prime notizie riguardanti la fontana risalgono al 1450. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, fu acquistata dalla famiglia Chigi nel 1727.
L’attuale fontana è stata ricostruita nel 1923, armonizzando elementi di gusto medievale con l’unica parte superstite di una fontana rinascimentale, proveniente dal chiostro dell’ormai scomparso convento di San Domenico, riutilizzata come coppa inferiore.
È composta da tre vasche sovrapposte di digradante grandezza, al centro della vasca inferiore si innalza un pilastro, formato da sei colonnine con capitello corinzio, che regge una vasca circolare decorata da teste di leone, dalle quali fuoriesce acqua.
Da questa seconda vasca si innalza un fusto decorato da tre teste di leone, una di bue, una di cavallo e una di pecora, che regge la vasca più piccola decorata con foglie d’acanto.

Foto di Bruno Pagnanelli

Fontana di San Faustino

La fontana a fuso, tipico esempio delle fontane medievali viterbesi, si trova proprio di fronte alla chiesa di San Faustino e Giovita.
Fu costruita nel 1251 da Giacomo D’Andrea e Gemini di Maestro Francesco, conosciamo i nomi dei costruttori perché sono incisi sul fusto centrale “Iacobus Andree et Gemini magistri Francisci fecerunt hoc opus”.
La vasca circolare è decorata con semplici specchiature rettangolari ed è rialzata rispetto al piano stradale. Sul fusto centrale sono scolpite quattro teste di leone da cui escono lunghe cannelle di metallo, in corrispondenza delle quali, sul fondo della vasca, si trovano quattro blocchi di peperino che permettevano di appoggiare i recipienti per la raccolta dell’acqua.

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