Casa Poscia

Casa Poscia

Secondo un’antica storia di tradizione popolare, l’edificio noto oggi come Casa Poscia, dal nome degli ultimi proprietari, era in passato la residenza della Bella Galiana, la più bella fanciulla che la storia viterbese ricordi.

Non è raro che l’edificio venga infatti ricordato come “la casa della Bella Galiana”.

Dal punto di vista architettonico Casa Poscia rappresenta un piccolo gioiello, nella casa è visibile uno dei più caratteristici e meglio conservati profferli della città. La costruzione, originariamente di soli due piani, è stilisticamente e strutturalmente affine alle case del quartiere San Pellegrino.

Casa Poscia fu eretta nel XIV secolo secondo gli schemi delle norme costruttive acquisite dall’architettura dell’epoca, vicina agli stilemi gotici arrivati a Viterbo dopo la fondazione della grande abbazia cistercense di San Martino al Cimino. La Casa Poscia offre ai visitatori un tipico esempio dell’architettura medievale in città, in cui confluiscono la saldezza e gli spazi nitidi delle costruzioni romaniche e l’apparato decorativo gotico diffuso dall’opera dei monaci cistercensi.

Come anticipato, a rendere così particolare questo palazzo è il profferlo. Con questo termine ci si riferisce ad una particolare costruzione che vede la casa arricchita da una scala esterna sporgente, realizzata con l’idea di proteggere ciò che si trova nella parte sottostante (prevalentemente attività commerciali). L’origine di questa suggestiva costruzione è collegata, probabilmente, ad una tradizione architettonica rurale, che si è poi diffusa anche nella città. Il profferlo, che può rappresentare anche un elemento decorativo, aveva in realtà finalità funzionali e difensive. Negli edifici con profferlo, solitamente organizzati internamente su due piani e collegati tramite scale di legno, la sporgenza di questa costruzione garantisce la copertura dello spazio sottostante e la protezione dell’ingresso dell’abitazione. La prima testimonianza della presenza di profferli in città risale ad un atto riportato nelle cronache cittadine del 1219, ma il suo uso si sviluppò lungo un ampio arco temporale, fino al XVI secolo.

Elemento principale del loggione sporgente addossato al fronte della Casa dei Poscia è il grande arcone spezzato ed asimmetrico, atto a sorreggere il sovrastante balcone, appoggiato in parte alla massa muraria del sottoscala.

Il parapetto del caratteristico balconcino è definito alla base da eleganti mensoline sporgenti, che si ripetono anche lungo la parte esterna della scalinata: è sicuramente uno dei profferli più compiuti della città, ricavato nella pietra viva ed animato da una decorazione dell’intaglio deciso è profondo, con il tipico fregio a punta di diamante. Un esempio piuttosto tardo, come si nota dalla presenza del parapetto che si prolunga fino al portale come un muro, di cui i profferli antichi erano generalmente sprovvisti.

La migliore visione dell’edificio si può ottenere soprattutto guardando dal basso della scalinata che da via Saffi porta  a Via Cavour.

 

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