Il museo civico di Viterbo, situato in Piazza Francesco Crispi, è aperto dal martedì alla domenica secondo i seguenti orari: 

Periodo invernale (1 novembre-31 marzo) dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Periodo estivo (1 aprile-31 ottobre) dalle ore 9.00 alle ore 19.00

I giorni 1 maggio, 1 gennaio, 4 settembre e 25 dicembre il museo rimarrà chiuso. Per il 15 agosto 2016 il museo è aperto.

Per Info: Biglietteria 0761/348275 - Uffici 0761/348276 

Museo civico

Puoi effettuare una visita virtuale ed approfondita del Museo Civico di Viterbo puoi visitare la pagina dedicata di Viterbo ArteCittà seguendo questo link

Il Comune di Viterbo, con lo scopo di promuovere il patrimonio storico e culturale del proprio territorio e, segnatamente, la conoscenza diretta dei beni custoditi all'interno del Museo Civico, mette a disposizione personale proprio per condurre gli alunni delle scuole alla scoperta delle raccolte civiche, archeologiche e storico-artistiche. A tal fine gli Istituti Scolastici interessati a una visita al Museo, sono invitati a concordare data e orario telefonando ai numeri 0761/348632 o 0761/348276 oppure inoltrando richiesta al seguente indirizzo email museocivico2@comune.viterbo.it 

Il Museo Civico di Viterbo, così come appare agli occhi del visitatore, è il frutto dell'unione di diverse raccolte.

Artefice delle prime raccolte comunali, l'umanista Giovanni Nanni, meglio conosciuto come Annio da Viterbo, che, oltre a glorificare la sua città natale attraverso la creazione di miti e leggende, avviò nel '400 un processo di documentazione della città e del territorio attraverso il recupero e la conservazione di reperti autentici.

Nel 1494 Annio estrasse da una tomba scoperta nella tenuta di Cipollara cinque sarcofagi che collocò nell'atrio del Palazzo Comunale, adoperandosi anche per creare veri e propri falsi archeologici per avvalorare le sue tesi sull'origine della città, reperti tutt'ora esposti all'interno del museo.


Le sue teorie "fantastiche" vennero accolte con tale entusiasmo dalla comunità cittadina che, a cent'anni dalla morte,  i pittori Teodoro Siciliano e Baldassarre Croce affrescarono la Sala del Consiglio (1559) e la Sala Regia (1588) dell'attuale Palazzo dei Priori, ispirandosi alla topografia anniana (gli affreschi delle Stanze rappresentano gli Eroi che fecero di Viterbo la capitale dell'Etruria, da Ercole fino allo storico Desiderio, il cui decreto venne, da frate Annio, inventato e successivamente provato costruendo addirittura un falso).

L'Accademia degli Ardenti, con la richiesta al Comune della consegna del materiale archeologico in suo possesso, fino ad allora sparso nel Palazzo Comunale, ed i locali per poterlo disporre, diede una svolta all'organizzazione museale viterbese; nel 1821 vennero infatti inaugurati il Museo e il Gabinetto Accademici nei quali, accanto alle raccolte di oggetti preistorici e di fossili, di antichità etrusche e romane, di iscrizioni medievali, si conservavano anche collezioni mineralogiche ed erbari; un lapidario, una camera dei quadri con la raccolta iconografica di personaggi illustri del viterbese, una sala dei busti, una camera dei paesaggi, e infine, l'archivio dei documenti storici completavano la raccolta.

L'iniziativa durò poco tempo per poi riproporsi tra il 1870 ed il 1880 con materiale proveniente da chiese sconsacrate, tanto che i locali del Palazzo Comunale, eletti a sede del Museo Municipale non riuscirono più a contenere gli oggetti d'arte.

Nel 1912 le raccolte, arricchite anche dei doni delle collezioni dell'archeologo Luigi Rossi Danielli, di Pio Capponi, di Vincenzo Falcioni e di Anselmo Anselmi vennero trasferite nell'ex chiesa di Santa Maria della Verità, inaugurata quale sede del nuovo museo.

I bombardamenti della Seconda Guerra mondiale costrinsero le autorità a spostare tutto il materiale per sottrarlo ai bombardamenti, per poi collocarlo definitivamente, nel 1955, nel locale dell'ex convento, attiguo alla chiesa riaperta al culto.

Nel 1986 parte dei reperti etruschi furono spostati nell'appena istituito Museo Nazionale Archeologico della Rocca Albornoz.

Nel 1994, grazie agli sforzi compiuti dal Comune di Viterbo, con il contributo della Regione Lazio, venne presentato al pubblico il Museo Civico rinnovato in tutte le sue strutture.

A seguito del grave crollo avvenuto il 25 maggio del 2005, il museo è rimasto chiuso al pubblico per lungo tempo per lavori di ristrutturazione.

Il museo è tornato ad essere fruibile dalla cittadinanza e dai turisti il 23 ottobre 2014. Alla cerimonia di riapertura hanno partecipato le autorità e il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi.